Spoleto, Rocca Albornoz: ad inizio dicembre due giornate di riflessione sul futuro dell’edificio

SPOLETO – Dopo quarant’anni dalla messa in scena alla Rocca albornoziana di Spoleto dell’opera Sorveglianza speciale di Jean Genet, per la regia di Marco Gagliardo, con un cast interamente composto da detenuti del carcere romano di Rebibbia, la Direzione Regionale Musei Umbria con il Museo nazionale del Ducato – Rocca Albornoz, il Comune di Spoleto e l’Associazione “Amici di Spoleto” intendono dedicare due giornate, giovedì 1° dicembre e venerdì 2, ad una riflessione sul futuro dello storico edificio e sul suo ruolo fondamentale nel sistema museale dell’Italia centrale.

Vi parteciperanno autorità ed esperti tra cui, giovedì 1° dicembre, il Sindaco di Spoleto Andrea Sisti, Bruno Toscano (Risalire il colle quarant’anni dopo: una cronologia), Mario Tedesco (La liberazione della Rocca: guidare i detenuti dal fortilizio alla casa di reclusione di Maiano), Paola Mercurelli Salari, direttrice della Rocca, (Sette secoli di storia per la Rocca Albornoz di Spoleto), Giorgio Flamini (Sorveglianza Speciale, Wafer, In-visibile, Storia vera, Je est un autre. Venticinque anni di esperienze di Arte e Teatro/Carcere in Rocca: 1982-2022, bilanci e prospettive), Irene Panfili (Quarant’anni di attività in Rocca).

Venerdì 2 dicembre sarà invece la volta di Danilo Chiodetti (L’associazione Italia Langobardorum), Angela Maria Ferroni (Il sito seriale Unesco Italia Langobardorum. I luoghi del potere (568-774) e il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto. Relazioni e opportunità di valorizzazione), Mauro Magrini (L’ambiente del Colle della Rocca” quarant’anni dopo), Luca Dal Pozzolo e Rosaria Mencarelli (Il nuovo progetto di valorizzazione e gestione del compendio della Rocca).

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