Visioninmusica chiude la stagione con le emozioni essenziali della musica del Daniel Garcia Trio. Un nuovo sold out

TERNI – Si è conclusa venerdì scorso la stagione della “Musica Multiforme” di Visioninmusica. Con la magistrale direzione artistica di Silvia Alunni, la manifestazione appena terminata, ha portato sul palco nomi importanti della scena musicale italiana e internazionale, registrando quasi sempre il sold out per gli appuntamenti in programma. Attraversando molti generi, la “Musica Multiforme” proposta da Alunni, ha offerto uno spaccato eterogeneo su alcune eccellenze che, in più casi, proprio da Visioninmusica hanno fatto l’unica tappa italiana. L’ultimo appuntamento all’auditorium di Palazzo Gazzoli con gli spagnoli del Daniel Garcìa Trio.

 

 

Ovviamente Visioninmusica guarda al futuro e Silvia Alunni ha fornito alcune anticipazioni. A giugno, all’Anfiteatro Fausto, ci sarà Anthony Strong con la Colours Jazz Orchestra e a luglio, per la prima volta nella storia della manifestazione, due appuntamenti nella suggestiva area archeologica di Carsulae per poi proseguire con altre due date all’Anfiteatro. Tornerà anche Spoleto Jazz, tra ottobre e novembre 2024.

Il Daniel Garcìa Trio, è composto da tre brillanti musicisti: Daniel Garcìa, pianoforte e voce, Reiner “El Negròn” Elizarde al contrabbasso e Michael Olivera alla batteria. Si tratta di una band che negli ultimi anni si è imposta nel panorama jazz spagnolo. Quello che il trio offre è una musica marcata da una sincera introspezione dall’innegabile ascendenza classica che guida tutto lo spettacolo, attraversando le cadenze, dove con abilità, i tre musicisti virano dalla classica al jazz, al flamenco, con punte di trascinanti improvvisazioni. I fraseggi vanno dalla leggerezza alla leggiadria, con armoniose aperture. La cifra stilistica che contraddistingue tutta l’esecuzione è la pulizia. Ci sono passaggi incantevoli, minimalisti e a tratti fiabeschi.

 

 

I tre appaiono sempre molto concentrati, come durante l’esecuzione del lungo assolo di basso, quando sembra quasi vi sia una connessione telepatica. Anche qui dominati da quella pulizia già citata che evita ogni possibile confusione. I pezzi lasciano in più punti trapelare un’estrema delicatezza che non di rado, diventa vera e propria tenerezza. Un concerto affascinante, per amanti delle emozioni essenziali e pure.

Sara Costanzi: Metà Italia, metà Svezia, vivo di cultura. Ho una laurea in teatro contemporaneo. Animalista e amante della natura, mi appassionano le storie, la storia, la musica, l’arte, il cinema e il teatro.