BETTONA–Mercoledì 18 febbraio, ore 20.45, andrà in scena La traiettoria calante al Teatro Excelsior di Bettona. Nel proseguimento della Stagione 2025/2026 calcherà le tavole del palcoscenico Pietro Giannini, classe 2000, in veste di attore e regista.
Il tema dolente della rappresentazione
Lo spettacolo, prodotto dal Teatro nazionale di Genova, racconta il crollo del ponte Morandi, che aveva provocato decine di vittime tra automobilisti e operai. L’evento, risalente all’agosto del 2018, ha messo in luce i problemi legati alla sicurezza delle infrastrutture in Italia. Il dolore amaro del disastro persiste tra familiari e comunità, con processi legali ancora in corso.
Il corpo da ragazzo che assiste e racconta
La drammaticità titanica della narrazione è affidata completamente alle spalle, alla voce, al volto di Pietro Giannini. Formato alla Silvio d’Amico di Roma e vincitore del Premio Ubu come miglior attore under 35, dirige e interpreta una storia che conosce bene: “Ho diciassette anni. Devo andare con mio padre in campagna. Piove a dirotto. Stiamo caricando i bagagli in macchina. Il suono di un tuono lontano ci fa sobbalzare. Una nuvola di polvere, in mezzo alle case, si alza dalla terra per andare ad abbracciare le sue sorelle”.
Tra i tanti fantasmi che riempiono il palco, c’è posto solo per un attore. Dietro di lui, una scenografia scarna, che lascia spazio ai vuoti. Giannini fa quello che si può fare con le assenze: non si colmano, ma ci si sta dentro, come si può.




