Con la Sindrome delle Formiche, la compagnia teatrale Occhisulmondo debutterà al Festival di Castrovillari

TERNI – La sindrome delle Formiche, nuovo spettacolo della compagnia Occhisulmondo, debutterà il 2 giugno in anteprima nazionale al festival Primavera dei Teatri di Castrovillari (CS), uno dei maggiori del teatro italiano. Con la direzione artistica di Pisano, De Luca e La Ruina, negli anni da Castrovillari sono emersi alcuni dei maggiori esponenti della scena teatrale contemporanea.

 

La drammaturgia de La Sindrome delle Formiche è di Daniele Aureli, che insieme a Massimiliano Burini, ne firma anche la regia. Nel cast artistico ci sono anche il musicista e polistrumentista Gianfranco De Franco, la scrittrice e dramaturg Giusi De Santis, il producer e assistente alla regia Matteo Svolacchia e in scena, per la prima volta insieme in uno spettacolo di Occhisulmondo, gli attori Giulia Zeetti e Ciro Masella. Come già in Teoria del Cracker, Aureli ha dato vita e indaga una nuova sintomatologia: “la tendenza a rinchiudersi in un buco, per uscirne solo per esigenze primarie (forse)”. Quella di cui sono portatori i due protagonisti E e F, che vivono rinchiusi in un appartamento che lasciano solo per questioni di mera sopravvivenza. Ci facciamo raccontare qualcosa in più sullo spettacolo da Aureli, che raggiungiamo al telefono.

 

 

Come nasce questa nuova produzione?

La sindrome delle Formiche è testo che ho scritto nel 2015, risultato finalista l’anno seguente al Premio Hystrio Scritture di Scena. Era un testo che non sentivamo ancora pronto, nonostante il risultato, c’era qualcosa che non mi convinceva. Poi c’è stata la pandemia e è diventato urgente, così abbiamo proposto il testo a Ciro Masella e a Giulia Zeetti, due attori straordinari. Era arrivato il momento giusto e l’occasione si è presentata con Primavera dei Teatri e il Festival dei Due Mondi di Spoleto, dove lo spettacolo farà tappa.

Hai scritto questo testo nel 2015, in qualche modo è stato profetico.

Ho dovuto fare dei cambiamenti, perché c’erano dei riferimenti troppo reali, nel 2015 avevo scritto la parola “pandemia” l’ho dovuta togliere perché avrebbe subito rimandato a qualcos’altro. La Sindrome delle Formiche è uno spettacolo composto da più strati, dove lo spettatore decide quanto andare in profondità. La storia parla di un uomo e di una donna chiusi in un appartamento, hanno paura di andare fuori. Due persone che non si ricordano più il loro nome – si chiamano E e F – che hanno dimenticato i loro desideri. Si parla di tanti rapporti umani che si logorano dove c’è un bisogno fondamentale di ricostruire qualcosa di nuovo, che porti creatività.

Tu oltre a essere autore, sei un attore. Come è stata la gestazione di questo spettacolo?

Chiaramente, in questo spettacolo emerge di più la mia vena di autore. Massimiliano Burini, direttore artistico della compagnia e con il quale lavoro insieme da sempre, mi ha proposto questa vota di osservare il lavoro da fuori e di costruirlo al suo fianco, così insieme abbiamo curato la regia. Sento il desiderio di crescita sia come drammaturgo che come regista, ma le due vene artistiche e creative, vanno di pari passo. La sorpresa è stata vedere che Giulia Zeetti e Ciro Masella sono riusciti a leggere delle cose di cui non ero consapevole, ed è stata la scelta più azzeccata. Quelli della nostra compagnia sono sempre lavori corali, ci sono tante persone e artisti che ci lavorano. Siamo tutti insieme che andiamo verso un unico obiettivo.

Nel 2023 Occhisulmondo festeggia i diciotto anni di attività. Il gruppo teatrale perugino, i cui membri sono in prevalenza umbri, si conferma una delle eccellenze del territorio e una realtà in grado di operare a livello internazionale, con presenze e risultati di rilievo. Dopo aver preso la piena direzione artistica dello Spazio Mai di Perugia (un luogo culturale divenuto già un punto di riferimento artistico), e dopo un inizio di 2023 con vari spettacoli di repertorio in giro per l’Italia nel settore ragazzi e contemporaneo, la compagnia è stata da poco selezionata per due dei maggiori festival di teatro italiano, a Castrovillari e a Spoleto appunto. Lo scorso 2 maggio al Festival Segnali di Milano, ha portato in scena lo spettacolo Greta la matta, per l’occasione sottotitolato in inglese; lo spettacolo, già Menzione Speciale al Premio Scenario Infanzia 2014, è stato fortemente voluto per l’apertura del Festival Segnali dove ha ottenuto un importante riscontro di pubblico. “Un percorso controcorrente” racconta Aureli “abbiamo una poetica che è distante da tante dinamiche teatrali che a volte ci sono. Con La Sindrome delle Formiche c’è voglia di mettere in scena un lavoro importante, non puntiamo allo spettacolo bello, puntiamo a comunicare qualcosa.”

La compagnia Occhisulmondo si avvia a vivere una nuova primavera, da un lato i riconoscimenti, dall’altro quella forza capace di creare un gruppo affiatato. “In ogni lavoro c’è una sinergia totale, di ogni persona che gravita attorno a questo cerchio (aperto) di artisti” si legge nella nota stampa. Una compagnia che è simile a una factory, che negli anni ha attirato registi, performer, drammaturghi, dramaturg, scenografi, musicisti, marionettisti. “In questo stare insieme, si delineano i percorsi dei vari spettacoli; ogni volta differenti, dove la condivisione delle varie arti, crea modalità di confronto e opportunità di crescita”.

 

 

LA SINDROME DELLE FORMICHE

2 giugno Ore 21:00 | Teatro Sybaris | Castrovillari (CS)

Festival Primavera dei Teatri 

LA SINDROME DELLE FORMICHE | OCCHISULMONDO – Primavera dei Teatri

 

Con: Ciro Masella e Giulia Zeetti

Regia: Massimiliano Burini e Daniele Aureli

Drammaturgia: Daniele Aureli

Dramaturg: Giusi De Santis

Disegno Luci: Massimiliano Burini

Assistenza alla Regia e Producer: Matteo Svolacchia

Mondi Sonori: Gianfranco De Franco

Produzione: Caracò

Con il sostegno di: Spazio Mai Perugia

Disegno Locandina: Francesco Capocci

Foto di Scena: Mattia Mariuccini

Si ringrazia per i costumi: Teatro Stabile dell’Umbria

 

SINOSSI

“Le persone decidono di non lasciarsi, o decidono di stare insieme?”

Una storia in bilico tra picchi di comicità e abissi di solitudine.

Un racconto delicato e amaro di un amore che prova, in tutti i modi, a proteggersi dal freddo dell’inverno.

E ed F vivono insieme in un piccolo appartamento situato al terzo piano di un palazzo. La tv è rotta, c’è un compleanno da festeggiare e una decisione da prendere.  Il fuori è un’eccezione. Rimangono chiusi in un tempo indefinito: un giorno, come una vita, dentro quattro mura. Inseguendo il giorno migliore per uscire e aspettando il momento migliore per vivere.

Le rughe, il ristorante, i vicini, la polvere, il ripostiglio, un signore con il cane, una cravatta troppo stretta, l’insonnia, la musica.

Trovarsi o disperdersi.

 

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