Concerto intenso e pregevole quello del trio di Christian Pabst

PERUGIA – Ieri sera tutto esaurito per il concerto del trio di Christian Pabst allo Studios, in Via Fonti Coperte 54E.
Il trentottenne pianista tedesco, dopo un lungo periodo trascorso in Olanda, ha deciso di trasferirsi a Perugia nel 2020.
Quando, alcuni mesi fa, l’organizzatore della serata, il buon amico
Fernando Simonetti, mi ha accennato che si sarebbe svolto questo appuntamento, non pensavo di trovarmi davanti ad un musicista così intenso.

Christian Pabst

Poi, ho saputo che, alcune settimane prima di questo concerto, si sarebbe esibito nel trio di Francesco Poeti – sempre con Lorenzo Brilli alla batteria – nell’ambito della rassegna The finest corner del Rework Club.

Lorenzo Brilli

Ho colto l’occasione per assistere alla serata e mi è piaciuto parecchio; prima del concerto di ieri, ho ascoltato alcune sue prove discografiche su una piattaforma digitale; nello specifico i primi due lavori, Days of infinity del 2011 e Songs of opposites del 2014 ed ho trovato gradevole la sua proposta ed ero dunque preparato e curioso di scoprire altre parti della musica del pianista.
L’attesa non è andata delusa perché il pianista, accompagnato da
Francesco Pierotti al contrabbasso ed ancora da Lorenzo Brilli alla batteria, ha presentato un repertorio che ancora non conoscevo, suonando buona parte del suo ultimo lavoro discografico Balbec, pubblicato nel 2021.

Francesco Pierotti

Il concerto è iniziato con Revelation, seguito dalla title track Balbec; poi un medley composto da Lartigue – tratto dal lavoro Inner voice – uscito nel 2018, unito a Storm.

Uno dei momenti in cui il pianista ha dialogato con il pubblico presente

Ancora spazio ad una composizione tratta dal film Matrimonio all’italiana, riarrangiata per l’occasione – O cielo ce manne sti ccose – molto intensa; l’inedito Kimnara, dedicato al Dio della musica nel buddismo, ha chiuso la performance del trio.
Il bis ha pescato nuovamente nell’album Inner voice, proponendo
North-East, South & West.
Oltre un’ora di musica pregevole che ha unito il personalissimo tocco del leader al prezioso apporto di Pierotti e Brilli, validissima accoppiata ritmica.
Non potevo
naturalmente mancare di acquistare i due ultimi cd del pianista al termine della serata e, mentre scrivo, sto ascoltando Balbec; poi mi dedicherò ad Inner voice, certo di non rimanere deluso.

Le foto sono di Emanuela Rogaia che ringrazio

Alfredo Buonumori: Perugino, diploma di maturità classica, commerciante per una ventina d’anni, da sempre appassionato di musica (tutta quella bella), ma il cuore batte più forte per il progressive rock, il primo amore, e per il jazz. Dal 2019 fa attivamente parte di un’associazione culturale-musicale che si occupa della diffusione della musica progressive rock.