Doctor 3, è dedicato a Mario Guidi il concerto del 7 aprile a Foligno “Stairway to Heaven”

FOLIGNO – Commemorare ha un valore in sé. Indubbio. Preservare la memoria aggiunge però la continuazione, in varie forme, di ciò che si è fatto e lasciato. Come nel caso di Mario Guidi, manager e pioniere del jazz italiano, scomparso nel 2019, padre del jazzista Giovanni Guidi. Così ha un significato davvero importante e che come Vivoumbria.it volgiamo sottolineare con forza, l’iniziativa degli Amici della Musica di Foligno. Domani, giovedì 7 aprile, infatti, all’Auditorium San Domenico alle ore 21, Mario Guidi verrà ricordato con il concerto di Doctor 3: Danilo Rea pianoforte, Enzo Pietropaoli contrabbasso, Fabrizio Sferra batteria.  Artisti anche loro appartenenti alla “scuderia” di Mario Guidi.

Non solo. La memoria di quanto fatto da Guidi per la musica, coerentemente con la sua passione per il jazz e competenza, sarà resa concreta dalla Borsa di Studio “Mario Guidi” destinata ai migliori diplomati dei corsi jazz dei conservatori italiani. Un’occasione che vedrà destinare ai giovani vincitori il ricavato del concerto “Stairway to Heaven” per il quale i musicisti hanno generosamente rinunciato al cachet.  

“Desideriamo ricordare Mario per l’importante contributo che ha dato alla diffusione della musica jazz, con una passione e una competenza non comuni – sottolinea Giorgio Battisti presidente dell’Associazione musicale folignate -. Ma quello che ci lega di più a lui è la ricerca di giovani talenti, che non si è limitato a scovare, ma li ha accompagnati nella crescita fino a condurli alla ribalta internazionale. Lo ha fatto creando una simbiosi tra generazioni di jazzisti, in quel magico scambio che solo la musica jazz riesce a fare.”

MARIO GUIDI

Il concerto tributo degli Amici della Muica di Foligno va a  tributo a chi ha dato un volto nuovo al jazz italiano, un manager illuminato tra i primi a intraprendere la strada di una professione che, nell’Italia degli anni Ottanta ancora non esisteva.  Del 1991 è infatti la fondazione della MGM Produzioni Musicali, agenzia tra le migliori a livello internazionale che l’ha condotto nel 2018 alla vicepresidenza dell’Associazione nazionale IJN legata alla Federazione Nazionale Il Jazz Italiano. Tra i “suoi” musicisti grandi nomi del panorama mondiale, Enrico Rava, Doctor 3, Paolo Fresu, Stefano Bollani, John Scofield, Steve Swallow, Carla Bley, Bill Frisell. Consolidate le collaborazioni con i più prestigiosi festival jazz, così come i tour a New York, San Paolo, Rio De Janeiro, Buenos Aires, Brasilia, Salvador de Bahia, Dublino, Berlino, Seoul, Hong Kong.

DOCTOR 3

Con “Stairway to Heaven” l’omaggio viaggerà sulle note, attesissime, dei Doctor 3, trio jazz nato nel 1997 in occasione del primo disco, The Tales of Doctor 3, giudicato miglior album italiano dell’anno dalla rivista “Musica Jazz” nel 1998. La stessa rivista con l’annuale referendum “Top Jazz” li ha anche dichiarati miglior gruppo jazz italiano nel 1999, 2001, 2003. Il gruppo ha inciso diversi dischi per un progetto che utilizza materiali musicali eterogenei per una rilettura originale in chiave jazz: da Pietro Mascagni a Sting, dai Beatles ai Red Hot Chili Peppers, da Domenico Modugno a Tom Waits. 

LE VOCI DEI MUSICISTI

“Saremo a Foligno per Mario – commenta Enzo Pietropaoli per i Doctor 3 -. A legarci è la musica, semplicemente. Qualcosa che è iniziato e non si ferma, che va avanti e si proietta nel futuro, in continuità con quanto proposto negli anni insieme a lui. Personalmente gli devo molto. Il jazz gli deve molto. Aveva una straordinaria ironia accanto alla capacità unica di inventare formazioni, progetti musicali che poi spopolavano sulle scene internazionali. Un vero talento creativo oltreché bravissimo manager. Ricordo la felicissima esperienza in cui mi aveva coinvolto per il quintetto con Rava, Fresu, Bollani, Gatto. Un quintetto ideato e inventato da Mario con contributi a Chet Baker e Miles Davis. Oppure Richard Galliano, Rita Marcotulli, Rava e me. Li componeva dal nulla, con sempre straordinario successo. Quanto a Doctor 3 i bei ricordi si affollano, straordinari quelli dei viaggi con lui in Cina e Usa in rappresentanza di Umbria Jazz. Indimenticabili.  Quanto al concerto, un vero e proprio programma non c’è. “Doctor 3 – aggiunge – non ha mai fatto una scaletta di brani, e credo sia questa la nostra forza. Decidiamo delle cose per poi non farle. Si comincia e non si sa dove si va a finire, con la musica che nasce da un’intensa telepatia musicale tra noi. Ci muoviamo fra il jazz, il pop, il rock, la classica, attingiamo a un repertorio trasversale, dove può accadere di tutto.” 

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Per l’ingresso all’Auditorium sono ancora necessari super green pass e mascherina FFP2. 

 

Redazione Vivo Umbria: