La primavera è iniziata sotto gli effetti devastanti di guerra e pandemia, i nuovi vortici per turismo ed economia

PERUGIA – Questa primavera è scandita da guerre e pandemia, due fattori devastanti, entrambi sotto il profilo umano ed economico. Le ferite sono molteplici, dirette e indirette. Fermo restando che nessuno può e deve restare indifferente di fronte a morti e distruzioni, occorre, tuttavia, fare i conti anche con quel variegato reticolo di interessi che possiamo racchiudere cinicamente fra chi guadagna e chi perde da questa guerra. L’Europa sicuramente non guadagna. L’economia italiana, dopo due anni di pandemia e di blocchi, ora è entrata in un altro vortice, quello dei rincari, delle speculazioni, del caro vita. E l’Umbria sta già subendo i primi contraccolpi di questa guerra.

Ristoranti, bar, piccoli esercenti, alberghi e di nuovo il settore spettacolo e cultura appaiono compromessi e quel timido segnale di ripresa, dopo due intensi anni di emergenza sanitaria non ancora finita, sembra sempre più sbiadire.

 

 

Il presidente di Federalberghi Umbria, Simone Fittuccia parla di un “fermo prenotazioni” e spiega: “Il mercato si è arrestato. Il caro energia e l’aumento del costo della vita stanno bloccando alcuni flussi turistici, anche se la guerra in sé ha un’influenza diretta minima sul mercato umbro, mentre i rincari dovuti anche alla situazione in Ucraina pesano molto. Il turismo fino a prima in fibrillazione, con richieste anche per Pasqua e i ponti di Aprile, ora mostra le prime crepe con le cancellazioni delle prenotazioni, sebbene non siano tantissime, ma non ci sono più richieste”.

Anche il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni parla di “una guerra che sicuramente sta portando grandi problemi all’Italia e, in particolar modo, alla nostra regione”. Sugli aumenti dei costi energetici che gravano sull’economia regionale, Mencaroni precisa: “Il tema è quello dei reali aumenti dei costi energetici, perché sono commisurati forse a fatti che sono di diversa natura rispetto alla guerra, riconducibili alle speculazioni. L’economista Carlo Cottarelli nel verificare i veri aumenti dei costi energetici ha parlato di un 50 per cento in più e non di un 500 per cento come sta accadendo ora per il gas. E’ chiaro che questa situazione diventa difficilissima per i piccoli commercianti che subiscono più di altri queste anomalie. Anche aziende umbre fortemente energivore sono in sofferenza, con costi da sostenere che sono quadruplicati. Si stima che l’economia umbra subirà un calo di circa 0.7 punti e non è poco. Come pure le esportazioni, sebbene non in maniera importante: circa 85-90 milioni di euro in meno, tenendo conto che la guerra avrà effetti negativi sul manifatturiero e sull’agricoltura”.

Entrando più nello specifico del turismo, motore della nostra economia, Mencaroni sostiene che “in questo momento, la gente tende a non viaggiare a causa della pandemia e delle incertezze dovute alla guerra”. E così, “le disdette di prenotazioni sono all’ordine del giorno”, per non parlare della “banchettistica, dove, in questo caso, a influire è Omicron 2”..

 

 

Eccoci al capitolo pandemia che, nonostante stia passando in secondo piano rispetto alla guerra, è tutt’altro che finita, come ci racconta il fisico, Luca Gammaitoni, dell’Università di Perugia: “Stiamo assistendo a questo nuovo picco che entro la prossima settimana arriverà al suo massimo, per poi cominciare a scendere”. Il professore imputa questa nuova ondata alle feste di carnevale: “I contagi sono soprattutto nelle fasce giovanili, fra adolescenti e bambini, causati proprio da una maggiore socialità, dovuta anche al periodo di carnevale”.

Omicron 2 attacca sempre più: “Per definizione, tutte le nuove varianti – spiega il fisico – sono più contagiose della precedente e questo comporta che il virus venga trasportato anche da persone vaccinate o immunizzate. Ha una trasmissibilità da paziente a paziente più efficace”. Quanto al vaccino, “i dati confermano che è molto più probabile finire in ospedale se non si è vaccinati, che se si è coperti e già questo è un ottimo motivo per vaccinarsi. Per uscire presto e bene dall’epidemia occorre limitare la circolazione del virus con la vaccinazione e continuando a usare prudenza nei contatti sociali. Stiamo andando verso la fine dell’epidemia, il virus circola molto, ma è alle ultime battute”. E in un post facebook del professore si legge un P.s. da citazione: “Lo so che siete stanchi di sentirlo ripetere e avete cose ben più importanti da seguire, ma non è che non parlandone l’epidemia sparisce. Il perdurare dell’epidemia porta a possibili rischi per le fasce più deboli e per i non vaccinati. Anche io sono stanco di occuparmene e vorrei veramente veder calare fino a zero contagi e ospedalizzazioni. Prudenza e pazienza: non ci sono alternative”.

Naighi

Redazione Vivo Umbria: