Patrick Djivas della PFM presenta la sua biografia a Trasimeno Prog Festival

CASTIGLIONE DELA LAGO – Al già ricco cartellone del Trasimeno Prog Festival si aggiunge un ulteriore ed importante tassello; al festival ci sarà infatti un prologo, nel giorno in cui la manifestazione sarà presentata alla stampa, martedì 23 agosto alle 10 alla Sala Pagliacci della Provincia di Perugia, con la presenza di un graditissimo ospite.

La locandina del festival

Interverrà infatti il musicista Patrick Djivas, storico bassista nel primo album degli AreaArbeith macht frei” del 1972 e successivamente – a partire da “L’isola di niente” del 1974 – cuore ritmico e pulsante in coppia con Franz Di Cioccio della Premiata Forneria Marconi.

Patrick Djivas

L’occasione è ghiotta perché il musicista, appassionato di volo ed anche per questo amico del presidente dell’associazione Trasimeno Prog Massimo Sordi, oltre ad intervenire nella conferenza stampa della mattinata, sarà protagonista della presentazione del libro “Via Lumiere. La biografia autorizzata del bassista di Area e PFM“, scritto da Louis De Ny nel 2020 e recentemente pubblicato nella versione italiana a cura della casa editrice Officina di Hank.

La copertina della versione italiana del libro

PFM è reduce dalla pubblicazione, verso la fine dello scorso anno, dell’album “Ho sognato pecore elettriche”, uscito come gli ultimi lavori del gruppo nella doppia versione italiana ed inglese – grazie al contratto con l’eticehtta Inside Out – e da un tour che avrebbe dovuto festeggiare 50 anni dalla pubblicazione dei primi due album, Storia di un minuto” e “Per un amico“.

Patrick Djivas e Franz Di Cioccio

Le restrizioni di inizio anno hanno modificato quanto era stato preventivato ed il tour è sato posticipato in autunno mentre la band ha comunque tenuto alcuni concerti tra la primavera e l’estate.

Patrick è una persona amabile e si potranno ascoltare i suoi racconti, che in una carriera così lunga sono avvincenti e pieni di fascino; d’altronde PFM è la storia della musica in Italia che grazie al successo ottenuto hanno esportato anche all’estero.

Quindi è immancabile l’appuntamento martedì 23 agosto nella Sala del Teatro di Palazzo della Corgna per assistere alla presentazione della biografia di Patrick Djivas, gustoso antipasto del festival.

Franz Di Cioccio e Patrick Djivas in una scena del film “Il concerto ritrovato”

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con l’autore del libro Louis De Ny – non nuovo a cimentarsi nello scrivere di prog italiano – per avere il suo punto di vista su quest’opera e sul resto della sua produzione letteraria.

Louis De Ny con Patrick Djivas

Buongiorno Louis, ti ringraziamo per la disponibilità; come stai ?

Ciao Alfredo, molto bene; grazie per avermi dato l’opportunità di parlare del progressive rock italiano, è sempre un grande piacere per me.

Come nasce la tua passione per il progressive rock, ed in particolare quella per il prog italiano ?

E presto detto; in realtà trovo che nel progressive rock italiano sia presente una sintesi ed una connessione tra ciò che preferisco – il progressive rock in generale – e quelle con cui sono cresciuto (la musica classica e forme di pop elaborato).

Inoltre confesso che questa passione per il rock progressivo italiano è largamente amplificata dal mio amore per l’Italia.

In particolare nei tuoi libri pubblicati tra il 2015 ed il 2018 – “Le petit monde du rock progressif italien ; Une discographie amoureuse” e “Plongée au coeur du rock progressif italien Le théâtre des émotions” – analizzi il prog italiano; come mai questa scelta ?

In Francia non esisteva nulla di scritto sull’argomento, e comunque niente documentato ed analizzato ma soltanto descrittivo.

Mi è sembrato ideale far conoscere meglio questa corrente musicale in Francia dal momento che molti che apprezzano il rock progressivo non conoscono quello italiano.

L’ho trovato ingiusto perché il progressive rock italiano rappresenta il meglio come melodie ed armonie e perché si tratta di una vera e propria corrente musicale con la sua storia, i suoi musicisti e le sue interazioni.

Quali sono le differenze tra i due lavori ?

Il libro uscito nel 2015 («Le Petit Monde du rock progressif italien») mi permetteva di aprire il dossier e di far conoscere in 600 pagine la storia del movimento, le principali band ed i migliori album.

La copertina del libro

L’altro, uscito nel 2018 “Plongée au coeur du rock progressif italien – Le théâtre des émotions” è la naturale prosecuzione del primo.

Ho pensato di far parlare i musicisti della nuova generazione del rock progressivo italiano perché da voi c’è un incredibile serbatoio di musicisti di talento e soprattutto creativi.

Per poter far uscire questo volume era però necessario che il primo libro vendesse bene in Francia, e fortunatamente così è stato.

Ciò mi ha consentito di aggiungere, nel secondo libro, altre band ed altri album e dare una visione completa della storia del rock progressivo italiano durante gli anni ’80.

Tra i due libri presento in modo dettagliato più di 500 dischi e cito quasi 1000 gruppi o musicisti.

La copertina del libro

Da poche settimane è invece stato pubblicato il tuo lavoro nel quale analizzi il legame o tra il prog italiano ed il cinema (Giallo & Rosso Le rock progressif italien fait son cinéma); ce ne parleresti ?

«Giallo & Rosso – Quando il progressive rock italiano faceva il suo cinema» mi ha dato modo di lavorare con un nuovo editore video francese (Frenezy).

Lui restaura e riedita film, principalmente italiani, degli anni ’70 di genere giallo, horror, poliziottesco e western) e la prima collaborazione si è concretizzata con il film «La Vittima designata».

Ho fatto i bonus dei DVD/Blu-ray sulla musica, su Bacalov e sui New Trolls.

In seguito ho proseguito la mia ricerca utilizzando la documentazione che già possedevo per creare un libro sulle connessioni e la contaminazione tra il l progressive rock italiano e le musiche dei film (ma anche delle trasmissioni televisive italiane) degli anni ’70.

Il materiale non manca di certo con un sacco di storie inedite e sconosciute.

Oltre ai Goblin, molti altri artisti italiani legati al filone dell progressive rock italiano hanno prodotto colonne sonore.

E’ stata anche l’occasione per tracciare il profilo di compositori conosciuti ma con una prospettiva particolare (in relazione alla musica progressiva) come Claudio Simonetti, Ennio Morricone, Luis Bacalov, Armando Sciascia o ancora Fabio Frizzi che ha gentilmente accettato di fare la prefazione del libro.

C’è anche una messa in prospettiva originale tra ogni film elencato – quindici in tutto – e la sua colonna sonora grazie a testi scritti da uno specialista francese del cinema. Questo libro è quindi unico nel suo genere e interessa sia gli appassionati di rock progressivo italiano che quelli di cinema italiano, citando anche titoli quasi sconosciuti.

La copertina del libro

Piccolo passo indietro; a gennaio del 2020 è uscito il volume “Via Lumière La biographie autorisée du bassiste d’Area et de PFM”, che recentemente – a fine giugno – è stato pubblicato nella traduzuone di italiano da parte della casa editrice Officina di Hank; come mai un libro su Patrick ?

Dal momento che mi appassiona e scrivo professionalmente sul movimento del rock progressivo italiano ed essendo francese, è naturale che interessi di Patrick Djivas.

La sua carriera in Italia (cinquant’anni comunque) ha fatto parte della storia del progressive rock italiano con Area prima e poi con Premiata Forneria Marconi.

Ha avuto una vita emozionante con incontri incredibili, ma è anche una splendida persona, colta e gentile.

Spero di aver scritto un bel libro su di lui perchè lo merita.

La copertina della versione francese

Ti va di raccontare qualche aneddoto sulla realizzazione del libro che ti viene in mente ?

Con Patrick avevamo previsto che il libro uscisse in italiano alla fine del 2020 ma il covid ha complicato tutto; abbiamo dovuto essere pazienti per trovare sia un editore italiano che un traduttore.

Siamo stati fortunati con la casa editrice Officina di Hank a Genova, che ringrazio, che ci ha fatto seguire da Fabio Rossi, e con la splendida traduzione di Claudio Pozzani.

Ho in parte riscritto e completato il libro per la versione italiana e ritengo la versione italiana migliore di quella francese.

C’è qualche speranza di vedere pubblicati i tuoi libri in italiano ?

Come abbiamo appena detto per la biografia di Djivas è accaduto recentemente; per i primi due libri sul progressive rock italiano, non penso; d’altronde nel vostro paese ci sono persone molto competenti che hanno già scritto libri su questo argomento.

Per il «Giallo & rosso» mi piacerebbe molto perché, come ti ho detto, si tratta di un libro originale, unico nel suo genere, ma onestamente, ci sono poche possibilità; sarebbe necessario un grosso lavoro in particolare per la traduzione; se qualcuno legge questa intervista ed è pronto, che mi contatti pure.

Approfitto per ringraziarti per aver mostrato interesse per i miei libri e porto a conoscenza di quanti ci leggeranno che ho anche un blog sul rock progressivo italiano (rockpogressifitalien.blogspot.com); è in francese ma spesso anche in italiano ed è prevalentemente dedicato alle novità ed alle uscite di album.

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