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Progetto di riqualificazione del Parco Ranghiasci a Gubbio, sostenuto da “I Luoghi del Cuore” del FAI

Il progetto di riqualificazione del Parco Ranghiasci a Gubbio

Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ha annunciato i risultati della XII edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”, promuovendo venti nuovi interventi di tutela e valorizzazione di luoghi poco conosciuti o a rischio in tutta Italia. Tra i progetti finanziati dal bando 2025 spicca quello dedicato al Parco Ranghiasci di Gubbio (PG), un’area verde dal grande valore storico e culturale, che grazie a un contributo di 10.000 euro potrà finalmente intraprendere il percorso di riqualificazione necessario dopo un lungo periodo di degrado.

Un gioiello paesaggistico e culturale da valorizzare

Situato alle pendici nord del Monte Ingino e delimitato dalle Mura Urbiche, il Parco Ranghiasci rappresenta una delle espressioni più raffinate del giardino all’inglese nella città di Gubbio. Creato a metà Ottocento dal marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni, con l’influenza culturale dell’inglese Matilde Hobhouse, il parco si caratterizza per i suoi viali sinuosi, rampe ellittiche e cannocchiali ottici che permettono ai visitatori di godere di scorci incantevoli della città medievale e dei suoi dintorni. Al centro si trova il giardino del Tempietto, dominato da un’elegante struttura neoclassica che simboleggia l’identità familiare e civica del luogo, come testimoniato dagli stemmi e dal motto “Virtus omnia vincit”.

Accanto al Tempietto si trovano ancora edifici neoclassici come l’ex scuderia, il Villino e la Torre di San Luca, testimonianza di un passato ricco e di una visione paesaggistica integrata. Dopo la morte del marchese nel 1877, il parco ha conosciuto una lunga fase di abbandono, proseguita fino agli anni Ottanta del Novecento quando la Provincia di Perugia e il Comune di Gubbio hanno avviato un primo importante intervento di recupero.

Il bando “I Luoghi del Cuore” e l’impegno comunitario

Negli ultimi tempi, però, il parco ha subito un nuovo deterioramento, aggravato dagli eventi climatici estremi, che ha reso necessaria la sua chiusura al pubblico. La comunità di Gubbio, tuttavia, ha manifestato un forte desiderio di rivitalizzazione di questo spazio, spingendo l’amministrazione comunale a candidare un progetto al bando del FAI “I Luoghi del Cuore” 2025. La proposta, approvata e finanziata con 10.000 euro, prevede un restauro integrato del giardino del Tempietto, delle scarpate, delle strutture storiche, nonché la messa a dimora di nuovi ippocastani lungo il viale principale, così da recuperare la sostenibilità ambientale e la qualità paesaggistica originaria del parco.

Il progetto non è solo un intervento materiale ma si fonda su un’idea di luogo vivo e partecipato. Sono infatti coinvolte numerose realtà associative, come Auser, che promuove attività per l’invecchiamento attivo, e la cooperativa Progetto Verde, impegnata nell’inserimento sociale di soggetti fragili con attività di manutenzione e guardiania del verde. Scuole e cittadini sono altresì parte attiva, partecipando a iniziative culturali, percorsi botanici ed educazione ambientale, elementi essenziali per restituire al parco la sua funzione pubblica e sociale.

Un modello di tutela e valorizzazione nelle aree interne

Il progetto per il Parco Ranghiasci si inserisce in un contesto più ampio in cui il FAI e Intesa Sanpaolo stanno investendo 700mila euro per la salvaguardia di 20 luoghi italiani selezionati dal censimento “I Luoghi del Cuore” 2024. Questi interventi privilegiano spesso le aree interne, periferiche o montuose, valorizzando una ricchezza paesaggistica e culturale spesso trascurata e contribuendo all’identità e alla coesione sociale delle comunità coinvolte.

La ricerca sulla valutazione degli impatti del programma dimostra infatti come la tutela di tali spazi generi effetti positivi non solo in ambito culturale, ma anche sociale ed economico, incrementando turismo sostenibile, rilancio territoriale e partecipazione civica. Il caso di Gubbio, con la rinascita del Parco Ranghiasci, si configura quindi come emblema di un approccio collaborativo, dove cittadini, istituzioni e associazioni lavorano insieme per conservare e valorizzare il patrimonio culturale e naturale dell’Umbria.

Con la prossima edizione del censimento prevista per maggio 2026, si rinnova l’appello alla cittadinanza affinché partecipi attivamente alla salvaguardia dei luoghi più preziosi e simbolici delle proprie comunità.

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