Verso la terza edizione di Trasimeno Prog Festival: intervista a Simone Rossetti dei The Watch

CASTIGLIONE DEL LAGO – Un’altra intervista agli artisti presenti alla terza edizione del Trasimeno Prog Festival, in programma a Perugia ed a Castiglione del Lago, dal 25 al 28 agosto.

La locandina del 27 agosto

Oggi è con noi Simone Rossetti, cantante dei The Watch, band milanese che sarà presente al Trasimeno Prog Festival il 27 agosto, nella giornata dedicata ai Genesis, che si è voluto intitolare con un gioco di parole “I know what I … lake”, prendendo in prestito il brano del gruppo e la parola lago in inglese.

Come stai ?

Tutto bene grazie.

Simone Rossetti

Ti ringraziamo per la disponibilità; ci parli del tuo iniziale percorso musicale ?

Mi sono appassionato alla musica da quando ero piccolo, ascoltando la musica classica che mio padre era uso ascoltare spesso in casa ed i dischi di mio fratello piu grande, dai Beatles ai Genesis. Ho iniziato a voler studiare musica, ho studiato un po’ di chitarra e piano e poi da autodidatta ho approfondito quello che mi interessava maggiormante. Ho poi fatto parte di diverse band e da lì poi sono andato avanti.

Come hai passato il periodo del lockdown ?

Scrivendo l’ultimo disco The art of Bleeding e registrandone le parti di synth.

La copertina di The art of bleeding

Finalmente si torna a suonare live, anche se la situazione sanitaria è ancora complessa; vi è mancato esibirvi ?

Direi di si, The Watch sono una band che suona spesso dal vivo, per cui è stato come essere privato di una parte della nostra attività; in ogni caso in tutto il periodo io sono stato molto impegnato con il nostro ultimo disco ed ho vissuto il disagio solo marginalmente; vivendo sulle Alpi ho anche potuto uscire in solitaria ed in sicurezza più di quanto i cittadini abbiano potuto fare.

Valerio Di Vittorio e Mattia Rossetti

La band è in piedi da oltre un ventennio, dal 2001 se non erro, o almeno la prima pubblicazione risale a quell’anno; ci parli delle origini della formazione ?

Il progetto è nato per pubblicare il disco Ghost, ed iniziare un discorso più professionale di quanto avessi mai fatto prima.

La copertina di Ghost

 Avevo dei musicisti validi e dopo l’uscita dell’album abbiamo preso a suonare un po’ in giro, sempre nel ristretto ambito della musica prog, ma il nome The Watch si è fatto conoscere un po’ in tutta Europa e Stati Uniti, grazie anche alla partecipazione come headliners del RoSfest.

In seguito l’idea di affiancare le performances della musica dei Genesis, nostra principale ispirazione, alla pubblicazione di album originali, ha senz’altro pagato, portando la band ad essere ancor più conosciuta.

Giorgio Gabriel

Nel corso degli anni si sono succeduti diversi musicisti nella vostra formazione, con un unico denominatore comune che è quello della tua presenza; ci presenti la band attuale ?

Al basso ed alle chitarre c’è mio figlio Mattia, cuore pulsante della band; alla chitarra Giorgio Gabriel, alle tastiere Valerio De Vittorio ed alla batteria il nuovo arrivato Francesco Vaccarezza; è la migliore lineup che abbiamo mai avuto e ne sono molto fiero.

John Hackett e Simone Rossetti

Affiancate da sempre il lavoro in studio con l’attività live dove è abbastanza difficile che eseguiate brani dai vostri album; come mai questa scelta ?

Dal vivo l’obiettivo è dare un’idea di quello che è la nostra musica originale; chi poi vorrà approfondire ha la possibilità di acquistare i nostri album. Il resto dello spettacolo è promosso ed eseguito come plays Genesis e quindi è la musica dei Genesis protagonista; questa è la formula.

Ci divertiamo, facciamo conoscere la nostra musica e possiamo avere un ritorno economico che giustifichi un impegno gravoso come quello di far parte di una band che fa tournee in tutta Europa e Regno Unito; con dedizione come facciamo ormai da anni.

Nel vostro penultimo disco, Seven, è stato ospite Steve Hackett; credo ne sarete orgogliosi; cosa puoi raccontarci in merito ?

Certamente è un punto d’orgoglio, gli è piaciuto come suonava il brano ed ha accettato di suonarci sopra; è un artista molto sensibile e ci ha fatto molto piacere. Suo fratello John si unisce a noi spesso quando suoniamo in Inghilterra come anche Nick Magnus, il primo tastierista di Steve, ed è sempre un piacere condividere questo genere musicale con chi lo ama come noi.

La copertina di Seven

Lo scorso anno è uscito il vostro lavoro più recente, The art of bleeding; ci racconti quest’album ?

E’ uno degli album a cui sono più legato e meglio riusciti credo; ci ho lavorato per 2 anni ed è il primo concept della nostra carriera.

Il soggetto della storia è la violenza, insita nella natura umana, ben celata, ma neanche poi tanto, dietro l’ipocrisia di chi si vuole differenziare dal regno animale, dove il più forte sottomette ed uccide il più debole.

Nella società attuale è così come non mai; basta accendere la tv vedere come e quali notizie vengono date, di chi e di cosa si parla per capire che i potenti dettano l’agenda quotidiana della nostra vita.

Se poi ci ammaliamo per l’aria che respiriamo a chi interessa; l’importante sono le vendite, in questo caso di combustibili fossili; ma è una logica valida in tutti i campi; alla maggior parte della gente non frega niente di nuocere ad altre persone se può risparmiare un po’ o guadagnare un po’ di più da una determinata azione o dall’uso di certe sostanze.

E se non è violenza questo; non voglio dire dove questa violenza porterà il genere umano, ma la risposta è ovvia.

Ormai siete la band che non solo in Italia meglio interpreta la musica dei Genesis e siete reduci da una tournée europea che ha registrato un grande successo; che effetto fa ?

Personalmente mi diverto molto ed in questo modo riesco a far musica a tempo pieno; la musica come la intendiamo noi è destinata a scomparire a breve, e quindi ringraziamo di avere ancora l’opportunità di condividere con altre persone quest’idea che rappresenta emozione, cultura, food for brain, passione; sono orgoglioso di poter dare emozioni a chi ha ancora voglia di emozionarsi.

La locandina dell’attuale tour della band

Dopo la data al Trasimeno Prog Festival vi prenderete una pausa ma credo che in autunno sarete di nuovo in pista con un altro progetto live; ce ne parli ?

Esatto; da ottobre saremo ancora in tour ed il 2023 sarà per noi l’anno di Seconds Out, che suoneremo live in una versione diciamo speciale, alla nostra maniera; e quindi aggiungeremo anche qualche perla del repertorio Genesis che raramente si è sentita live.

La locandina del prossimo tour

Solitamente ascolti musica che non sia la tua; se si cosa ti piace ?

Mi piacciono diverse cose, dai Beatles a molta musica degli anni ‘80, la musica della mia generazione, che ha avuto molte perle più o meno nascoste; dai Talk Talk ai Tears for Fears ai Depeche Mode.

Oppure quella degli anni ‘70 da Bowie a Billy Joel, compositore incredibile con una voce unica, credo un talento unico di quelli che nascono una volta ogni secolo; poco conosciuto in Italia e perlopiù per le cose piu commerciali, ovviamente.

Ci sono altri progetti in vista nell’immediato futuro ?

Si, questo autunno quindi a breve, uscirà il mio disco Electronic Genesis, la musica dei Genesis per synth elettronici e voce; mi son divertito molto a produrlo e vediamo se piacerà.. ma già il fatto che piaccia a me è ¾ del risultato.

Ti ringrazio molto per le domande, per l’interesse e per il vostro lavoro organizzativo; non vedo l’ora di suonare sabato sera passando una giornata insieme a tanti amici ed appassionati della musica che tutti amiamo, ciao.

Ringraziamo Simone Rossetti per la sua cortesia e disponibilità. Ricordiamo che The Watch chiuderanno la giornata dedicata ai Genesis il 27 agosto a Castiglione del lago, alla Rocca del Leone nell’ambito della terza edizione del Trasimeno Prog Festival.

Tutte le foto della band sono di Bodo Kubatzki

Alfredo Buonumori: Perugino, diploma di maturità classica, commerciante per una ventina d’anni, da sempre appassionato di musica (tutta quella bella), ma il cuore batte più forte per il progressive rock, il primo amore, e per il jazz. Dal 2019 fa attivamente parte di un’associazione culturale-musicale che si occupa della diffusione della musica progressive rock.