FOLIGNO – Ieri mattina, Foligno si è fermata per dare l’ultimo saluto a Fabio Luccioli. La cattedrale di Cattedrale di San Feliciano era gremita — una folla commossa, fatta di amici, colleghi, sportivi, cittadini — per salutare un uomo che per la città non era solo un giornalista, ma una voce cara, riconoscibile, un punto di riferimento.
Fabio, 38 anni, dirigeva da tempo la testata La Gazzetta di Foligno, l’emittente Radio Gente Umbra e il portale Rgunotizie.it — un ruolo che svolgeva con serietà, passione e grande umanità.
Colleghi e conoscenti lo ricordano non solo per la sua professionalità e dedizione, ma soprattutto per uno sguardo attento alla comunità: sempre presente, disposto ad ascoltare, a dare voce a storie, a gente, a segnalazioni che altrimenti sarebbero rimaste inascoltate.
Per molti — cittadini, sportivi, membri delle associazioni, amici — Fabio non era “solo” un giornalista: era un punto di riferimento, un amico, un compagno di cammino.
La sua scomparsa improvvisa ha generato un sentimento di profondo dolore che ha attraversato tutti gli strati della comunità: dalle istituzioni, al mondo dello sport, dalla stampa locale ai cittadini.
Il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, ha voluto esprimere pubblicamente il cordoglio a nome della città: “La città perde un giovane ed appassionato giornalista, un uomo di sport, attivo nel sociale e nella vita della nostra comunità”. Ha annunciato che nel prossimo consiglio comunale sarà osservato un minuto di raccoglimento in sua memoria.
Le parole di chi lo ha conosciuto e stimato — colleghi, amici, esponenti delle associazioni, cittadini — convergono tutte su un punto: la perdita è immensa. Molti hanno ricordato il sorriso, la gentilezza, la capacità di accogliere e far sentire tutti parte di qualcosa.
Il funerale di ieri non è stato solo un addio a un uomo, ma anche un momento di riflessione per la comunità: su quanto contino le persone che con il loro lavoro, passione e generosità quotidianamente fanno vivere una città, la rendono coesa, la arricchiscono.
La figura di Fabio ricorda quanto vitali siano l’impegno civico, l’informazione locale, la vicinanza tra le persone. E lascia, nel dolore, anche una responsabilità: custodire memoria e appartenza, continuare a coltivare il tessuto sociale di Foligno con rispetto, cura e lo stesso spirito che lo aveva animato.


