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A Todi le mostre degli orafi scultori Fausto Maria Franchi e del figlio Enr

TODI – Sabato 21 maggio a Todi si inaugurano le mostre degli orafi scultori Fausto Maria Franchi e del figlio Enrico Franchi. Le esposizioni sono visitabili fino al 12 giugno con ingresso gratuito dalle 10.30  alle 13  e dalle 16 alle 19, chiuso il lunedì.

Alle ore 16.30, al Palazzo del Popolo, Sala delle Pietre, si inaugurerà la mostra di Fausto Maria Franchi dal titolo “Variazioni”; alle ore 18.30, al Polo Museale Monastero delle Lucrezie, Sala del Torcularium, “Follie”, la mostra di Enrico Franchi. Le esposizioni sono patrocinate dal Comune di Todi, dalla Regione Umbria e dal Nobil Collegio degli Orafi-Argentieri di Roma, a cura di Lucia Sabatini Scalmati e organizzate dall’Associazione NO O.D.I. Roma. L’Editrice Darte www.editricedarte.com pubblicherà due cataloghi, uno per artista, a cura di Lucia Sabatini Scalmati e con il testo dello storico dell’arte Lorenzo Fiorucci.

LE MOSTRE

“VARIAZIONI”

Comprende i lavori di ricerca che Fausto Maria Franchi ha portato avanti negli anni, facendone una pratica di severo e morale ordine di vita. Le opere esposte sono 120 circa, tra terrecotte, dipinti, bronzi, gioielli e argenti. Affascinato dalla materia e dalle sue libere possibilità, con un mero movimento che da inventivo si trasforma in creativo, Franchi tende a trasmettere, tramite il fare delle mani, libere forme che colmano il bagaglio visivo dell’autore, formandone un personale lessico espressivo in cui “piccolo e grande” perdono di peso e la logica di un monile assume valenze altre, mentre la scultura si arricchisce di preziosi stilemi. Sono le variazioni delle molteplici curiosità dell’artista.  Fausto Maria Franchi torna a Todi a 25 anni di distanza dalla sua mostra “Oltre la memoria” che si tenne alla Sala delle Pietre da 25 aprile al 4 maggio 1997.

“FOLLIE”

Propone 2 installazioni, “Transumanza” e “Follia” e dal ciclo “Città sepolte”, espone la scultura in bronzo “Awara” (città dell’antico Egitto, pezzo unico, cm.23x8xh.160).”. “Transumanza” è composta da 5 opere in bronzo (cm.55×30 l’una) che raffigurano   mucche geneticamente modificate. 5 opere testimoni della grande istallazione di Enrico Franchi, nata nel 2009, composta da 200 sculture in bronzo di piccole dimensioni (cm. 15x6h7) ognuna con differenti deformazioni, qui a Todi non esposta per motivi logistici. E’ il lento trasferimento delle mucche dai pascoli del piano a quelli dell’alpe e viceversa, è la metafora a cui ricorre l’artista romano per raccontarci la proiezione nel futuro delle distorsioni ambientali dell’odierno rapporto uomo/mondo. Lo scultore, con “Transumanza” aggiunge una tappa al suo programma plastico/poetico, preoccupato per il futuro della nostra specie. L’installazione venne fotografata per la prima volta davanti allo stabilimento ILVA di Taranto per denunciarne l’impatto tragico sulla vita dell’uomo e sull’ambiente. “Follia” è rappresentata da circa 400 personaggi tratti dall’esercito cinese di Xi’an a cui l’artista ha mozzato la testa mettendogliela in mano. I soldatini, alti 18 cm., sono realizzati in resina: portano una lancia in una mano e nell’altra la testa decapitata. Il loro capitano, delle stesse dimensioni, è in bronzo: essendo consapevole, conserva la testa sulle sue spalle e ne porta un’altra decapitata in mano. Enrico Franchi vuole affermare la follia della guerra, delle armi, di migliaia di uomini mandati a morire senza una cognizione perché solo il potere sa perfettamente quello che vuole.

L’APPROFONDIMENTO

A proposito delle mostre di Todi, lo storico critico dell’arte Lorenzo Fiorucci afferma per Fausto Maria Franchi: “Linguisticamente, la grammatica visiva che Franchi introduce ha una dimensione vascolare, copre cioè molte strade e in modo fluido, senza tuttavia essere eclettica, semmai a volte è giocosamente citazionista. Filologicamente è infatti visivamente facile rintracciare in alcune sue tele espliciti riferimenti a Picasso, Guernica in particolare, o suggestioni surrealiste in alcune composizione di terracotta e altri materiali, in cui si fonde con il gusto per il primordiale, quasi un riverbero di arte negra. Mentre altre sculture, fatte di grovigli di fili metallici armoniosamente composte, spingono nel cuore della modernità la sua ricerca plastica, in cui è possibile intravedere una rilettura spazialista o l’evoluzione di una certa corrente della scultura disegnata o di linea, che da Calder giunge fino ad Habicher, passando per il Concetto spaziale di Lucio Fontana e i vortici di Idee di Edgardo Mannucci”. affe

Per quanto riguarda invece Enrico Franchi,  Lorenzo Fiorucci afferma: “Seppure sia presente una vivacità creativa, e a tratti fantastica, che accomuna Enrico Franchi al padre Fausto Maria, la dimensione tematica di Enrico è decisamente più concreta, forse perché espressione di un’urgenza contemporanea che lo porta ad esprimersi attraverso una narrazione esplicitamente figurativa della realtà. Una realtà che trova nella metafora della mandria di bovini, il pretesto giusto per approfondire un momento di drammaticità contemporanea. Una ricerca avviata ormai da qualche anno, dove la visione d’insieme della mandria, che nella superficie potrebbe evocare poeticità ottocentesche post unitarie, “fattoriane” per intendersi, seppure in formato plastico, nella profondità del dettaglio svela una diversa e più tragica narrazione”.

 

 

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