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Allo Zenith di Perugia il regista Federico Ferrone alla presentazione del film "Il Varco

PERUGIAMercoledì 11 dicembre, al cinema Zenith di Perugia, alle ore 21.30 si terrà la
proiezione speciale del film “Il Varco” alla presenza del regista Federico Ferrone che lo ha diretto assieme a Michele Manzolini (nella foto). Introdurrà il film al pubblico con Tommaso Rossi, il coordinamento è di Andrea Fioravanti. L’incontro è stato organizzato in collaborazione con ANPI Perugia e ISUC.

Il varco è prodotto da Kiné in associazione con Istituto Luce Cinecittà, in
collaborazione con Home Movies – Archivio Nazionale Del Film Di Famiglia, in
collaborazione con Rai Cinema e con il contributo di Regione EmiliaRomagna. Liberamente ispirato alle vite e ai diari dei militari Guido Balzani,
Remo Canetta, Enrico Chierici, Adolfo Franzini, Nuto Revelli, Mario Rigoni Stern, Il
varco racconta attraverso immagini di repertorio il viaggio di un soldato italiano
diretto al fronte sovietico.

Sinossi
Siamo nel 1941: l’esercito fascista è alleato di quello nazista, la vittoria appare
vicina. Il convoglio procede tra i canti e le speranze. La mente del soldato torna alla
malinconia delle favole raccontategli dalla madre russa. A differenza di molti giovani
commilitoni, lui ha già conosciuto la guerra, in Africa, e la teme.
Il treno attraversa mezza Europa, avventurandosi nello sterminato territorio
ucraino. All’arrivo dell’inverno l’entusiasmo cade sotto i colpi dei primi morti, del
gelo e della neve. I desideri si fanno semplici: non più la vittoria, ma un letto
caldo, del cibo, tornare a casa. L’immensa steppa spazzata dalla tormenta sembra
popolata da fantasmi.
“Il varco è una storia di finzione costruita con filmati di repertorio, ufficiali e
amatoriali. È il racconto in prima persona e in soggettiva di un soldato durante la
fallimentare campagna di Russia della Seconda Guerra Mondiale. Nel creare la storia
di un uomo alla deriva nel “cuore di tenebra” della guerra, abbiamo attinto a
immaginari anche apparentemente lontani tra loro: il romanzo d’avventura, le fiabe
popolari russe, la coscienza sporca del colonialismo fascista, e i diari e i memoriali dei
soldati italiani sul fronte orientale.
 

Come le pellicole che lo compongono è un film popolato di spiriti. Fantasmi che
vagano sempre più numerosi nella steppa ucraina, man mano che la guerra si fa
sempre più disperata. Ricordi che si insinuano nella mente del protagonista e lo
riportano agli orrori della guerra coloniale. E infine frammenti di una guerra futura
che si combatte oggi in Ucraina, negli stessi luoghi dove gli italiani combatterono tra
il 1941 e il 1943. Presente e passato sono due binari paralleli che, col procedere del
film, si avvicinano e confluiscono. Come se le ferite di oltre 70 anni fa, nel cuore
dell’Europa, non si fossero mai rimarginate”.

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