Benvenuti nel Paese che non c’è: Transnistria, il territorio autoproclamatosi indipendente che nessuno riconosce

Benvenuti nel Paese che non c’è: Transinistria, il territorio autoproclamatosi indipendente che nessuno riconosce

TIRASPOL – Quel confine è come una star-gate: un viaggio nel tempo in un nostalgico pianeta. Caratteri cirillici, rubli e copechi, statue di Lenin, un evocativo stile di vita sovietico, il russo come (unica) lingua. Un lembo di ex Unione Sovietica che tiene in vita da sola quel che era l’Unione Sovietica. Ma senza nessuno che voglia riconoscerlo. Benarrivati nel Paese che non c’è, uno Stato nello Stato, dove la vita scorre ignorando gli effetti di perestroika e glasnost. Benvenuti in Transnistria.
Beh, diciamoci la verità: quando attraversi il confine dove sventola la bandiera rosso-verde, dopo aver attraversato il presidio-cuscinetto della forza multinazionale di pace e dopo aver consegnato il tuo passaporto al militare severo che ti deve fornire il permesso orario, scritto esclusivamente in caratteri cirillici, ti rendi conto che stai per vivere una giornata decisamente diversa dal solito. Sei in Transnistria, porzione della ex Repubblica Socialista Sovietica Moldava autodichiaratasi indipendente ed autonoma il 2 settembre 1990 da quella che, dopo lo sfaldamento dell’Urss, è invece la Repubblica di Moldova. Un angolo d’Europa dove non sembra essere cambiato nulla, ma dove la storia in realtà ha scritto pagine drammatiche e per il quale adesso si continuano a tessere trattative diplomatiche e negoziati pacifici per una soluzione globale di questo problema. Perché qui si è anche sparato: una vera e propria guerra civile da marzo a luglio 1992 tra la guardia repubblicana della Transnistria e le forze armate moldave e romene.
 
 
Si arriva in Transnistria ben conoscendo la questione e di come all’Ocse – che nel 2018 ha visto l’Italia come Presidente di turno – si stia lavorando per la sovranità e l’integrità territoriale della Repubblica di Moldova mediante uno status speciale per la Transnistria, ufficialmente Repubblica Moldava di Pridniestrov, Pridnestrovie o Pridniestrovie. Stato che nessuno dei Paesi membri dell’Onu riconosce, madre patria Russia compresa, alla quale la Transnistria ha pure provato a chiedere l’annessione dopo i fatti di Crimea. “Stiamo compiendo passi importante per una soluzione condivisa” ci dice Valeria Biagiotti, ambasciatrice d’Italia nella Repubblica Moldova, incontrata a Chisinau e tra le protagoniste al tavolo dei colloqui 5+2 all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.
Un viaggio straordinario, insomma, quello che si compie entrando in questa enclave comunista e per un collezionista lo è ancora di più: qui si stampano francobolli, si coniano monete e si producono banconote. Tutto per uso interno, evidentemente, perché se all’Ufficio postale della capitale Tiraspol si va per spedire la classica cartolina postale ti vendono i francobolli ufficiali della Moldova mentre se devi impostare qualcosa per l’interno i dentelli sono esclusivamente quelli interni autoprodotti (ma la nostra guida, ammiccando, ci dice che se usi quelli di Transnistria per l’Italia la posta arriva ugualmente a destinazione…).
 
Un passo indietro: quando si attraversa il confine e improvvisamente sei sui grandi viali, ti accorgi che il traffico è quasi praticamente inesistente, la prima cittadina che si incontra è Bender, l’antica Tighina, dove sorge il Memoriale che ricorda le vittime delle ultime guerre e soprattutto la magnifica fortezza con i suoi 10 bastioni, 11 torri e 6 porte. E’ qui a Bender che si ha il primo approccio con la quotidianità della Transnistria: sosta obbligatoria al centro commerciale “Sheriff” (lo sponsor della squadra di calcio locale che partecipa al campionato moldovo) per cambiare gli euro con i rubli transnistri, perché altre valute ovviamente non sono accettate. Quindi se vuoi fare shopping (come l’ottimo caviale rosso russo o i francobolli) devi per forza munirti di soldi locali. E qui c’è il primo grande piacere del collezionista: con 20 euro puoi portare a casa tutti i tipi di banconote disponibili nei tagli da 1, 5, 10, 25, 50 e 100 rubli transnistri (con monumenti storici ed edifici sovietici su un lato e personaggi storici sull’altro), le monete metalliche con lo stemma ufficiale della nazione, che contempla stella, falce e martello; e le imperdibili monete plastiche da 1, 3, 5 e 10 rubli di colori e forme diverse. L’addetta al cambio (che neanche a dirlo parla solo russo e all’inglese neppure reagisce) intuisce subito che ha davanti un collezionista e così sceglie con cura le banconote più nuove, ripone le monete metalliche negli appositi piccoli contenitori e con pazienza cerca quanto ha di disponibile in cassa. Il passaggio successivo del filatelista è ovviamente in posta, dove più o meno avviene la stessa cosa: zapping da uno sportello all’altro, con interprete al seguito, per acquistare quanti più francobolli diversi possibili. E’ stato il 18 novembre 1993 che il Presidium del Soviet supremo della Repubblica moldova pridnestroviana ha assunto la decisione di emettere francobolli dopo un periodo di circolazione di valori sovietici e moldovi soprastampati “ТирасполЬ 30-VI-92” o “ПМР”. Una decisione basata sul retaggio storico che da queste parti parla di francobolli transnistri già nel 1873.
 

Il primo nuovo dentello della Transnistria è stato disegnato da Grigoriy Bronza ed è apparso sulla scena il 31 dicembre 1993. Cosa raffigurano? Come nella migliore tradizione, tengono banco fatti, luoghi, personaggi, monumenti e un “pizzico” di sana propaganda, senza dimenticare la contemporaneità, World Cup Russia 2018 in primis. Ma anche lo Sputnik o i ponti di Pridnestrovie. Perché un occhio all’Europa c’è sempre, come dimostrano i francobolli 2008 stampati con il logo Europa senza nessuna remora. Ma ci sono anche “francobolli fiscali” con una lettera dell’alfabeto cirillico ad indicare la tariffa.
Così allo sportello, una volta detto all’impiegata che vogliamo acquistare valori postali, ci vediamo allungare un albumino di plastica con tanta roba dentro: i francobolli ce li scegliamo da soli e li “spezziamo”. Chiediamo anche di avere una cartolina postale su cui applichiamo francobolli in tariffa e ce li facciamo timbrare, per poi farcela restituire. E sì, i francobolli una volta di più si dimostrano testimonial della grande storia. Poi di nuovo in giro alla scoperta di altri luoghi di Tiraspol, come il “mercato dell’Antiquariato e di antichi oggetti del periodo sovietico” dove sulle bancarelle si trovano monete, banconote (comprese le lire italiane!) e le migliori pins militari dell’Urss. Una manna per gli appassionati.
Il giro da turisti può proseguire nella massima sicurezza: per le strade la situazione è tranquilla, andiamo all’Università di Tiraspol (la più antica della Repubblica socialista moldova) dove studiano migliaia di ragazzi che arrivano anche dall’estero e dove ci mostrano con orgoglio i reperti archeologici rinvenuti in alcune campagne di scavo; oppure sul lungofiume Dnestr dove in corrispondenza del parco Wollant è stata riportata la sabbia e sembra di essere sul lungomare adriatico, con tanti giovani che si divertono e fanno il bagno. Scene di vita quotidiana anche oltrecortina, come si diceva una volta. Sì, decisamente un viaggio interessante quello in Transnistria.

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