Dedo, dai bombardamenti su Terni (sua città natale) nel lontano 1943 alle bombe di oggi sulla Palestina

TERNI – Esce il nuovo singolo del rapper Dedo, “Fischia l’Intifada”, primo estratto dell’album “The RedMask Show”.

In occasione della giornata internazionale della solidarietà al popolo Palestinese (29 novembre), a partire dalla mezzanotte dello stesso il nuovo pezzo sarà caricato sulla piattaforma YouTube.

Dopo l’uscita del brano di questa estate “C’era il sole ma piovevano le bombe”, un ricordo indignato, struggente, e attuale dell’80° anniversario del drammatico bombardamento sulla sua Terni (https://www.youtube.com/watch?v=ujHPQRmyhUo ), il giovane rapper rincara la dose e fa uscire un brano necessario, di protesta incalzante, di indignazione corale, di riflessione necessaria, su una guerra che sembra non trovare una vera tregua, una guerra che è figlia delle più grandi brutture dell’uomo e che sta scuotendo la coscienza di molti. (https://youtu.be/xl9fNkLOI9I )

 

 

“Fischia L’Intifada” infatti, intrecciandosi con le note di “Fischia il vento” per merito dell’abile beat maker ternano Paco87, tuona contro Israele invasore, con echi preziose che coinvolgono anche un altro giovane artista, Django Nabarro, dell’Euskadi (Paesi Baschi). Testimone di una storia e di una terra difficile, appunto. (https://www.instagram.com/django_nabarro/ )

 

 

Il primo singolo di 12 canzoni che, da gennaio, andranno a comporre l’album “The RedMask Show”, forse il  lavoro più maturo e profondo di questo giovane fisioterapista per lavoro e rapper per passione (o verosimilmente, il contrario!?), dove non mancheranno brani forti e intrisi di protesta. Uno dei quali, il più atteso, riguarderà proprio e non a caso la necessità delle donne di autodeterminare le loro libertà e il loro corpo, in un momento storico drammatico: Dedo e Lady B sviscerano infatti il tema del diritto all’aborto sulle note di un beat del solito Paco87 sulle orme di “You don’t own me” di Lesley Gore.

Laddove il rap si caratterizza non solo per la sua forte voce di protesta, ma costringe anche ad un’imprescindibile riflessione e ad una profonda presa di coscienza.

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