Il 50 per cento della superficie dell’Umbria è coperta da boschi: bilancio nella Giornata mondiale della fauna selvatica

PERUGIA – Il 3 marzo, giorno della firma della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione nel 1973, è la giornata mondiale della fauna selvatica delle Nazioni Unite, proclamata, nel 20 dicembre 2013, per celebrare gli animali e le piante selvatiche del mondo e per sensibilizzare la popolazione su queste tematiche.

 

 

Una giornata per riflettere ulteriormente sulla fragilità della natura selvatica, su tutte quelle specie, animali e vegetali, che troppo spesso si trovano minacciate dalla mano dell’uomo. Oltre che per valutare le azioni da intraprendere, anche per preservare i delicati ecosistemi e aumentare la consapevolezza delle persone sulla moltitudine di benefici che la conservazione della natura offre alla nostra specie.

 

 

La situazione in Umbria, sotto il profilo della superficie boschiva, appare “sana”, anche se il suo avanzare, modifica le specie presenti, come spiega il dirigente del Servizio Foreste della Regione Umbria, Francesco Grohmann: “Siamo intorno al 50 per cento di superficie regionale coperta da boschi; non è mai stata così estesa negli ultimi 300 anni ed è raddoppiata dagli anni ‘50 a oggi.  Il dato, del 2015, indica che c’è un aumento ogni anno di 2mila ettari di bosco.

Un incremento che, di fatto, torna a essere in linea con ciò che occupava storicamente, fino al 1700. Anche se, il suo avanzare sottrae superficie al pascolo e, più in generale, all’agricoltura, con modifiche delle specie presenti. In definitiva, un aumento progressivo di bosco va a ridurre la biodiversità di quelle zone”.

Quanto agli incendi boschivi, “negli ultimi anni, hanno interessato 280 ettari all’anno, ma il bosco percorso dal fuoco è in grado di recuperare, anche se con tempi lunghi”. A preoccupare maggiormente sono i “cambiamenti climatici in atto che incideranno molto sull’innesco e sulla propagazione degli incendi: decisive saranno le azioni di contrasto e prevenzione”.

Naighi

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