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IMAGEnder, progetto made in Umbria contro gli stereotipi di genere

PERUGIA – Un anno di lavoro partito dall’Umbria e che ha coinvolto 4 Paesi, Italia, Croazia, Finlandia e Svezia, con incontri con la cittadinanza e 100 ore di workshop nei territori che hanno visto partecipare oltre 200 persone tra educatori, insegnanti, professionisti dell’audiovisivo e studenti, per un percorso di ricerca e sperimentazione che ha portato alla realizzazione di un manuale ricco di indicazioni e strumenti pratici per promuovere l’alfabetizzazione mediatica nelle scuole per combattere gli stereotipi di genere: sono i numeri di bilancio di IMAGender, progetto promosso nell’ambito del programma Erasmus+ (azione KA210-SCH-D29C3A72 Small-scale partnerships in school education), che si è recentemente concluso.

Capofila dell’iniziativa – nata dalla consapevolezza che le immagini digitali tendono a replicare stereotipi di genere che vengono interiorizzati, soprattutto da individui fragili – è stata Anonima Impresa Sociale, cooperativa che gestisce due cinema di comunità a Perugia e Umbertide, nati da progetti di rigenerazione urbana partecipata, e partner sono stati Osnovna skola Dobrise Cesarica, scuola statale elementare situata vicino al centro di Zagabria, Mutala School, istituto comprensivo finlandese di Joensuu, e CNEMA, l’ente cinematografico del comune svedese di Norrköping.

IL PROGETTO

I partner di progetto hanno condiviso pratiche, metodologie e contenuti al fine di utilizzare video, film, e spot in percorsi di educazione all’immagine rivolti a studenti minori e prevenire atteggiamenti discriminatori. Un’educazione all’immagine che, con IMAGEnder, ha portato quindi alla definizione di un vero e proprio manuale elaborato attraverso strumenti, materiali, conoscenze, competenze e abilità per la costruzione di percorsi sull’educazione all’immagine contemporanea per insegnanti e personale di organizzazioni che lavorano con minori svantaggiati.

Le idee sul ruolo delle ragazze e delle donne nella società, propagate dai media, continuano infatti a perpetuare la disuguaglianza di genere, anche tra le giovani generazioni e anche attraverso i nuovi social media. Per questo è necessario intervenire a scuola, fornendo a insegnanti ed educatori gli strumenti utili per guidare i giovani alunni all’uso e alla fruizione consapevole dei contenuti multimediali.

Prendendo il valore del Gender Equality Index, elaborato dall’Istituto Europeo per la Parità di Genere (EIGE) e considerandolo come elemento comparativo tra i Paesi coinvolti nel progetto, Svezia e Finlandia rappresentano realtà più vicine al target del valore 100, mentre Italia e Croazia si attestano intorno al 60. Allargando però lo sguardo agli indicatori di valutazione, si rintraccia una progressione ancora lenta rispetto al raggiungimento di una vera parità in termini di accesso a determinati percorsi di studi (ad esempio STEM), incarichi in ruoli dirigenziali o di rappresentanza, retribuzione a parità di incarico, distribuzione del carico di cura.

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