PERUGIA – Un gesto carico di significato e solidarietà, quello compiuto dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che in questi giorni ha ribadito con forza: “L’Umbria riconosce lo Stato di Palestina”.
Il 4 agosto 2025, sulla facciata della sede della Giunta regionale a Perugia (Palazzo Donini), è stata esposta la bandiera palestinese, un gesto fortemente voluto dalla governatrice e dall’assessore regionale alla Pace, Fabio Barcaioli, come segno di vicinanza alla “tragedia umanitaria in corso nella Striscia di Gaza”
Secondo Proietti, non si trattava solo di un’azione simbolica, “ma un messaggio forte”: l’Umbria riconosce la Palestina come Stato sovrano, in nome dei diritti umani e della solidarietà con le vittime del conflitto, definito in un’occasione persino genocidio .
Contemporaneamente, è stato istituito il “Cantiere della Pace”, uno spazio permanente aperto a cittadini, associazioni e istituzioni, destinato a diventare un punto di riferimento per educazione alla pace, cooperazione internazionale e progetti pubblici ispirati alla giustizia sociale.
Il riconoscimento simbolico si inserisce in un percorso istituzionale più ampio: il 13 marzo 2025, l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato una mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina, promuovendo iniziative di cooperazione internazionale, assistenza umanitaria e sollecitando il governo italiano ad allinearsi alla diplomazia multilaterale.
Inoltre, l’Umbria è stata la prima regione italiana a partecipare a uno sciopero della fame per Gaza, insieme alla presidente dell’Assemblea regionale e all’assessore Barcaioli, per sollecitare una presa di posizione pubblica e concreta da parte delle istituzioni.
Nella giornata di oggi, la presidente Proietti ha accolto a Perugia la ministra degli Affari esteri palestinese, Varsen Aghabekian. Al termine dell’incontro, Proietti ha dichiarato: “Esponendo la bandiera della Palestina abbiamo dichiarato che l’Umbria la riconosce. Questa è una realtà che non può scomparire”.
Lei ha sottolineato la dignità del popolo palestinese e ha descritto l’Umbria come “casa sua”, un territorio aperto ai “costruttori di pace”, richiamando l’esempio di San Francesco.
Il gesto non mira a schierarsi in senso politico, ma a stare accanto ai più deboli, in particolare alle vittime civili e ai bambini colpiti dal conflitto. Proietti ha chiarito che l’Umbria non si volge dall’altra parte, ma sostiene chi soffre nonostante la complessità delle dinamiche internazionali.
Le radici francescane dell’Umbria, la sua vocazione storica di terra di pace e giustizia, sono richiamate spesso nei messaggi istituzionali per rafforzare il senso morale della scelta.