L'emotività nei mattoncini Lego: "The Art of Brick" arriva a Torino

Superman in versione Lego

TORINO – Record e numeri importanti per l’ex avvocato statunitense: “The Art of Brick” è fra le dieci mostre che sono «assolutamente da vedere» secondo l’autorevole parere della CNN, oltre cinque milioni di visitatori in cinquanta Paesi. Esistono cinque mostre itineranti firmate Sawaya in tutto il mondo. La versione presentata alla Promotrice delle Belle Arti a Torino, visitabile fino al 24 febbraio 2019, arriva per la prima volta in Italia, con tante novità anche per chi ha già avuto modo di contemplare da vicino il genio artistico di Sawaya. Una mostra che ha coinvolto milioni di persone in tutto il mondo, appassionando visitatori di tutte le età.
testa_mohai_legoTra le sbalorditive novità troviamo la Testa Mohai che riprende le celebri e misteriose sculture che caratterizzano l’Isola di Pasqua, un’opera per la quale, ha spiegato Sawaya, «ci sono voluti mesi di lavoro e oltre 75.000 pezzi»; l’enorme dinosauro, in realtà lo scheletro di un tirannosaurus rex.
La capacità singolare di Sawaya è stata quella di ricostruire celebri opere d’arte utilizzando i mattoncini danesi. Ad esempio Der Küss (“Il bacio”) di Klimt, oppure “L’urlo” di Munch. Ma compaiono anche le riproduzioni della Gioconda di Leonardo da Vinci, della Ragazza col turbante di Jan Vermeer (anche nota come “La ragazza con l’orecchino di perla”), oppure del David di Michelangelo e della “Notte stellata” di Vincent Van Gogh.
Non mancherà l’area dedicata all’Anima, alle opere frutto della fervida immaginazione dell’artista, come l’iconica “Yellow”, scultura iconica a grandezza naturale di un uomo che, aprendosi il petto, fa uscire dal suo interno migliaia di mattoncini Lego gialli color sole.
 
Scultura Yellow e Nathan Sawaya
 
E in questa sezione, per la prima volta in Italia, la maestosa installazione denominata Division: una pluralità di mani che escono da un fiume rosso, protese verso un volo di corpi. Contrapposizione di anime ed eterna dicotomia tra inferno e paradiso? Forse, il pubblico è libero di interpretare soggettivamente il
La mostra comprende infine una zona interattiva che invita i giovani, ma non solo, ad esprimere la propria creatività dando svago alla propria immaginazione.

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