TERNI – Un ascensore a geometria variabile nell’area Campacci, la discesa sul fiume Velino e la risalita con battelli elettrici lungo il canale Drizzagno fino al Lago di Piediluco. Un percorso che andrebbe ad integrare il complesso di Piediluco nel Parco naturalistico della Cascata, facendo fare al turismo un salto di qualità e rivoluzionando l’esperienza di visita. Il progetto Water Way torna al centro del dibattito politico, dopo che il consigliere regionale Enrico Melasecche, che ne è il fautore da decenni, nel question time dell’8 gennaio ha sollecitato l’assessore Francesco De Rebotti a recuperarlo, in sinergia con Regione, Comune di Terni e Fondazione Carit. Accolta favorevolmente la sollecitazione e trovata, almeno all’apparenza, un’inusitata armonia tra Regione e Comune di Terni, Palazzo Spada ha già annunciato un tavolo tecnico-istituzionale ad hoc. La sfida ora è passare ai fatti. La preoccupazione degli abitanti del territorio, però, è che in attesa della futuribile Water Way si smarrisca la via dei necessari interventi sull’esistente.
Il turismo d’eccellenza tra incertezze e degrado
Mentre il territorio di Marmore e Piediluco guarda con interesse al progetto Water Way, annunciato come una svolta per la valorizzazione dell’area, sul presente incombono questioni irrisolte e criticità evidenti. A sollevare interrogativi sono i Circoli del Partito Democratico di Marmore e Piediluco che, in tre distinti comunicati, accendono i riflettori su campeggi, parchi e percorsi turistici alla vigilia di una nuova stagione.
Al centro della prima denuncia c’è il futuro dei due campeggi dell’ex Circoscrizione Velino, strutture storicamente strategiche per l’accoglienza di turisti e campeggiatori provenienti da tutto il mondo. Per il campeggio di Piediluco è scaduta la convenzione che comprendeva anche la gestione della piscina e dei campi da tennis; per quello di Marmore, il Comune avrebbe avviato la risoluzione del contratto con l’attuale gestore. Su entrambi, lamentano i democratici, regna una preoccupante carenza di informazioni: non è chiaro se e come l’amministrazione stia procedendo, con quali tempi e con quali modalità, nonostante l’imminenza della stagione turistica. I Circoli PD chiedono quindi risposte puntuali: nel caso di Piediluco, se il Comune intenda procedere con un unico bando che comprenda campeggio, piscina e campi da tennis o con affidamenti distinti; per Marmore, se la rescissione del contratto sia effettiva e come si stia affrontando il passaggio verso una nuova gestione.
“Questo territorio, ma anche la città nel suo complesso – sottolineano – hanno bisogno di campeggi pienamente funzionanti, in grado di garantire un’accoglienza dignitosa e di generare sviluppo economico”.
Se sul fronte delle strutture ricettive domina l’incertezza, lo stato degli spazi pubblici turistici appare, invece, inequivocabilmente nel degrado: sotto la lente il Parco Campacci e il sentiero che conduce al Belvedere superiore della Cascata delle Marmore, un’area attraversata ogni anno da centinaia di migliaia di visitatori – quasi 500 mila nel 2024 – ma che versa in condizioni definite “vergognose”.
La lista delle criticità è lunga: mancano bagni pubblici decenti e servizi per persone con disabilità; non esiste un percorso pedonale sicuro dalla biglietteria all’ingresso del sentiero; l’asfalto è dissestato, con buche, avvallamenti e tombini pericolosi; i gradini sono rotti; pali di legno e corde invadono il percorso; le sedute non vedono manutenzione da sei o sette anni; le aree comuni dei box commerciali sono lasciate nell’incuria; la ringhiera che delimita il sentiero 5 è divelta e arrugginita. Allarmante anche la situazione del parco giochi per bambini, “in cattive condizioni e potenzialmente pericoloso”, così come quella della segnaletica interna, ormai fuori norma e deteriorata.
“Fa male dover stilare ancora una volta la lista della spesa – afferma il segretario del Circolo PD Marmore, Sandro Piccinini – ma non si può fare altrimenti”.
Non se la passa meglio Piediluco, tra infrastrutture degradate, spazi pubblici trascurati e servizi essenziali assenti.
“Le strade sono dissestate, prive di segnaletica orizzontale e con evidenti problemi di sicurezza; mancano inoltre bagni pubblici e servizi di base come un Postamat, situazioni incompatibili con una località a vocazione turistica” – segnalano i democratici.
L’elenco dei problemi, anche in questo caso, non è breve.
“Emblematica è la condizione dello spazio pubblico sopra il Miralago: ringhiere arrugginite da anni, aiuole abbandonate, pavimentazione dissestata e pericolosa per la pubblica incolumità, lastre di travertino rotte e traballanti. E tutto questo in una delle zone più frequentate del centro storico. Non va meglio in piazza Bonanni e nell’area dell’ex Lido: uno stato di degrado inaccettabile, con una fontana che resiste nonostante dovesse essere rimossa e con l’intera area dell’ex Lido ridotta in condizioni davvero critiche. Anche i parchi giochi per i bambini, sia in piazza della Resistenza sia in via Noceta, risultano privi di manutenzione e lasciati all’incuria. L’elenco delle criticità potrebbe purtroppo continuare”.
Eppure, le risorse ci sarebbero. Sia per migliorare la qualità della vita dei residenti, sia per accogliere decorosamente i visitatori.
“A fronte di incassi milionari che entrano nelle casse del Comune di Terni grazie alla Cascata – accusano i democratici – l’amministrazione fa orecchie da mercante e preferisce destinare risorse ad altri capitoli, come le luminarie natalizie, senza affrontare problemi che potrebbero essere risolti con interventi contenuti”.
Da qui la richiesta di un cambio di passo: stanziare risorse strutturali e annuali nel bilancio comunale da destinare a un puntuale piano di interventi nei due borghi. Tra gli obiettivi, “restituire dignità al Parco Campacci di Marmore e istituire finalmente un punto informativo turistico”, distinto dalla biglietteria, in grado di orientare i visitatori non solo sugli orari della Cascata, ma anche sulle tante opportunità offerte dal territorio.
“Il progetto Water Way – afferma Piccinini – rappresenta un’occasione importante e condivisa. Ma senza risposte immediate su campeggi, manutenzione e servizi essenziali, il rischio è che il “salto di qualità” resti uno slogan, mentre il territorio continua ad accogliere i suoi visitatori con strutture incerte e spazi pubblici che raccontano, più che una visione, un persistente disinteresse”.
Lorella Giulivi


