Mirjam Viterbi Ben Horinad, Assisi, la Shoah e gli abitanti del Castelletto

ASSISI – “Nel doloroso spaccato di vita da rifugiata vissuto da Mirjam, la fantasia, la creatività, l’immaginazione sono state davvero le leve vitali che hanno forzato e divelto i cancelli della prigionia subita, consentendole di tollerare la terribile prova della segregazione, fardello troppo pesante da reggere per le esili spalle di una ragazzina di soli 10 anni”.
È questo uno dei passaggi della psicoterapeuta Miriam Marinelli, che ha scritto la postfazione del romanzo “Gli abitanti del Castelletto, una luce nel buio della Shoah”. Il romanzo scritto da una bambina ebrea che allora aveva solo dieci anni, ed ora vive a Gerusalemme, Mirjam Viterbi Ben Horin, rifugiata e salvata in Assisi negli anni della persecuzione nazista del 1943-1944, sarà presentato lunedì 10 febbraio alle ore 10,30 nella sala della Spogliazione del palazzo vescovile di Assisi. 
“Siamo nel 1943 – spiega Marinelli – e Mirjam vive la sua vita con i familiari, padre, madre e sorella maggiore, chiusa in due stanze, col costante timore di poter essere tutti scoperti e deportati. Questo è il contesto nel quale prende corpo, sul suo prezioso “quadernetto verde”, la stesura di una piccola raccolta di racconti fantastici nei quali prendono vita luoghi e personaggi liberi e liberanti, pulsanti di vita e per questo vivificanti rispetto alla realtà chiusa, soffocante, piatta ed inquietante”. 
Alla presentazione interverranno: monsignor Domenico Sorrentino, vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino; Stefania Proietti, sindaco di Assisi; Marina Rosati, responsabile del “Museo della Memoria, 1943-1944”; Ruth Dureghello presidente della comunità ebraica di Roma. L’incontro sarà moderato da Ignazio Ingrao, giornalista del Tg1.

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