Molini Fagioli in evidenza ad Umbriafiere di Bastia: i suoi ambassador conquistano la scena

BASTIA UMBRA – Con il suo progetto Oirz l’azienda Molini Fagioli ha saputo conquistare un posto di eccellenza tra i produttori italiani artigianali di farine e anche a Expo Tecnocom, la grande kermesse professionale per il settore dei pubblici esercizi, delle attività ricettive e dell’arte bianca, in scena al centro fieristico Umbriafiere di Bastia Umbra, si è fatta notare in partnership con L’Università dei sapori.

Ad attestare la qualità delle farine Molini Fagioli sono stati Camelia Rusu e Tony Scalioti, pizzaioli che dopo aver provato questi prodotti non se ne sono più separati, tanto da diventare brand ambassador Molini Fagioli. La giovane Camelia, in particolare, è la campionessa mondiale in carica di pizza in teglia, titolo conquistato al campionato del mondo della pizza di Parma. Per la sua pizza ‘Trionfo’ ha utilizzato proprio la farina ‘Audace’ dei Molini Fagioli, farcendo poi la pizza con fiori di zucca, mozzarella tagliata a julienne, stracciatella di bufala, soffice di groppa di cintale, spuma di bazza di cintale, pepe nero Timut e olio di bergamotto. Una fermentazione di 18 ore a 18 gradi, l’aggiunta di farina integrale, sempre dei Molini fagioli, ed ecco servita la vittoria.

“Di farine ce ne sono tante – ha spiegato Camelia – ma nessuna di quelle che ho provato è riuscita a eguagliare la qualità di quella dei Molini Fagioli –. Il livello è altissimo, ti riporta a sapori e profumi delle farine di una volta e si presta bene ad ogni lavorazione. Il Molino mantiene una produzione artigianale, non macina più del dovuto ed è attento alla sostenibilità, agli agricoltori e all’ambiente”.

“Un molino unico in Italia – ha aggiunto Tony – con farine che hanno zero residui e zero pesticidi. Per le mie pinse sono perfette. Ho iniziato a fare la pinsa romana 14 anni fa ma da qualche anno non ero più soddisfatto della farina. Mi sono messo alla ricerca di un prodotto che si differenziasse da tutti gli altri e fosse salutare, perché ormai il cliente è disposto anche a mangiare di meno, ma bene e spendere di più; magari si reca meno spesso in pizzeria, però quando lo fa preferisce trovarsi davanti a un prodotto di un certo livello”.

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