Perugia: la Questione Turreno finisce in Consiglio regionale

Turreno

PERUGIA – La Questione Turreno è approdata oggi in Consiglio regionale dopo che la stasi nei lavori di riqualificazione era stata sollevata nei giorni scorsi in una conferenza stampa indetta dal segretario del Partito democratico di Perugia, Sauro Cristofani. Il consigliere regionale del Pd, Tommaso Bori, ha chiesto infatti a sua volta alla Giunta Tesei chiarimenti sulla “mancata realizzazione del progetto di recupero dell’ex cinema Turreno” e di conoscere “lo stato attuale delle procedure relative all’Agenda Urbana riguardanti il recupero della struttura e la destinazione dei fondi ad essa destinati”.

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L’ex cinema Turreno, foto Matteo Pacini

L’ACCUSA

Bori ha sottolineato che “lo spazio storico della città è un valore identitario per tutta la comunità, un contenitore per gli attrattori culturali che fanno di Perugia una delle mete del turismo culturale. Purtroppo l’attuale amministrazione comunale di Perugia recentemente parrebbe abbia rinunciato al progetto di recupero dell’ex cinema Turreno abdicando a dare nuova linfa vitale alla vita di Perugia e al suo centro storico. Sembra sia stato declinato il progetto di recupero dell’ex cinema Turreno reindirizzando i fondi previsti dall’Agenda Urbana sulla Biblioteca Augusta e su altri interventi minori di cui si hanno scarse notizie. Nonostante sul recupero dell’ex cinema Turreno si fosse creata una sintonia frutto di un’azione popolare che aveva incontrato la disponibilità della Regione e di altre istituzioni come la Fondazione Cassa di Risparmio che oggi si trovano a dover prendere atto di una scelta incomprensibile e irrimediabile. Il progetto era di forte rilevanza urbanistica e sociale per dare risposta alla domanda di luoghi per la vita civile della città, con lo scopo di creare un nuovo spazio per dare respiro e modernità al consumo culturale. Il Comune di Perugia è fra i 5 Comuni dell’Agenda Urbana che ha maggiormente usato la norma di reindirizzo ed è il Comune che ha un tasso di attuazione più basso dando prova di un’incertezza conclamata sulle scelte per il futuro della città. Il recupero dell’ex cinema Turreno è una delle opere essenziali per il rilancio dell’area del centro storico che vive dei tre fattori essenziali per il suo sviluppo. Dopo dopo tanti anni siamo ancora fermi. Questo dimostra incertezza conclamata e incapacità di governo. C’è interesse solo a reindirizzare i fondi e a spostare in avanti i tempi. Con il rischio che tutti i progetti con fondi europei rimangano delle incompiute, dei buchi neri nel centro storico”.

LA DIFESA

L’assessore regionale Roberto Morroni ha risposto per conto dell’assessore Paola Agabiti. Ha ricordato che “la Regione, nel pieno rispetto delle tempistiche, ha provveduto ad individuare una fonte di finanziamento alternativa per far fronte alle mutate esigenze dell’intervento, ritenuto fondamentale. La gara di appalto del primo stralcio funzionale partirà nel primo trimestre del 2023, e contempla non solo la rifunzionalizzazione e la messa in esercizio della Turrenetta, ma anche un livello preliminare del secondo stralcio per la polifunzionalità del Turreno, anche attraverso soluzioni tecnologiche digitali e multimediali, la cui realizzazione è rimandata ad eventuali finanziamenti integrativi. Stiamo parlando di un intervento di recupero con provvedimenti regionali del 2015 e 2016, con fonte di finanziamento Por-Fesr 2014-20, con scadenza inderogabile al 31 dicembre 2023. Per questo, dopo le richieste del Comune di Perugia, la Regione nel 2021 ha approvato la proposta di rimodulazione del programma di sviluppo urbano sostenibile del Comune, con cui si sostituisce l’intervento all’ex cinema Turreno con due progetti relativi alla Biblioteca Augusta e all’auditorium di San Francesco al Prato. Contestualmente la Regione, per consentire di portare avanti gli interventi sull’ex Turreno ritenuti strategici, ha trovato una nuova fonte di finanziamento, il Fondo per lo Sviluppo e la coesione 2014-20 che ha vincoli di ammissibilità di spesa fissati a fine 2025. una trasformazione che lascia immutata l’inclusione del progetto nel programma regionale originario sugli attrattori culturali, mantenendo immutate le potenzialità dell’intervento. Rivisitazione che ha consentito anche di aggiornare le riflessioni strategiche sul ruolo dell’ex Turreno, non soltanto luogo culturale, ma anche fabbrica dell’innovazione digitale nel campo delle arti visive, dello spettacolo e del teatro”.

LA REPLICA

Bori si è detto “insoddisfatto della risposta dell’Assessore perché sono state citate molte questioni tecniche burocratiche ma non si arriva a fondo del tema. Dopo 7 anni dall’acquisizione da parte della Fondazione, che era vincolata ad un progetto, i lavori del Turreno devono ancora iniziare. Si continua a cambiare le fonti di finanziamento per spostare le lancette in avanti. Altrimenti la scadenza sarebbe stata quest’anno. La preoccupazione c’è ed è grande. I costi di rigenerazione di 8 anni fa non sono quelli di oggi. Le necessità della città sono diverse e le opportunità perse sono enormi. La richiesta è di una puntuale verifica che non ci siano altre perdite di tempo e spostamenti in futuro. Questa rischia di rimanere un’occasione persa”.

Foto tratte dal libro di Matteo Pacini “Buio in sala”  (Il Formichiere) 

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