“Rockilience”, tradotto in inglese il libro di esperienze umane dell’eugubino Luca Morelli 

GUBBIO – L’imprenditore eugubino Luca Morelli che divide la vita professionale e anche le sue esperienze umane tra il settore turistico nell’azienda di famiglia a Gubbio e quella di assistente sanitario in una struttura di emergenza urgenza di Milano della Fondazione Don Carlo Gnocchi, scrisse un anno fa “Rockilience” che ora è stato tradotto in inglese.

 

Luca Morelli (foto vivogubbio.com)

Nella nota stampa che presenta il volume, l’autore spiega che ha “sentito il desiderio di condividere in una lingua internazionale molto diffusa la sua esperienza di infermiere durante la pandemia e le sfide che ha affrontato per riprendere in mano l’attività imprenditoriale che la pandemia stessa aveva messo a dura prova. Gli ultimi anni sono stati una sfida per tutto il mondo, indistintamente. Nel tempo abbiamo capito che ognuno di noi ha dovuto fare i conti con la paura, il senso della perdita, il cambio repentino di abitudini o mansioni lavorative. Quello che Rockilience  racconta – prosegue la nota – è proprio questa gamma di emozioni e di riflessioni perciò Morelli ha compreso che la lettura delle sue pagine può rappresentare il sentire di tutti, anche oltreoceano.  La condivisione di un’esperienza è una risorsa che permette di superare esperienze traumatiche e di guardare al futuro sentendosi parte di un progetto universale.  La pandemia, fra i tanti danni, ha provocato invece isolamento e solitudine. Ci ha impedito di parlare con le persone a noi vicine ma anche di viaggiare e conoscere nuove culture.  Tradurre il libro in inglese è il sogno di infrangere i muri di questo isolamento per arrivare idealmente in tutto il mondo. L’anima di viaggiatore appassionato di Morelli lo ha sempre spinto a voler conoscere nuovi  paesi e nuove culture.  Ogni società ha i suoi tratti distintivi, ma davanti al valore della vita le distanze culturali si azzerano. La speranza è quindi che dall’altra parte del  mondo qualcuno potrà immedesimarsi in noi italiani sfogliando in inglese le pagine di Rockilience”.

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