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Sant’ Anna a Macenano nell’oblio tra degrado, guano e necessità di una definitiva sistemazione

FERENTILLO – E’ rimasta così, nell’oblio, in attesa che la burocrazia faccia il suo corso, anche se le amministrazioni comunali passate e presenti hanno provveduto all’eventuale acquisizione,  a tamponare i crolli e mettere in sicurezza quello che rimane con impalcature esterne e interne. Ma questo non basta: il degrado incombe e presto di questo  edificio, caro ai cittadini, presto non rimarrà più traccia. Si tratta della Chiesa di Sant’ Anna a Macenano,  posta lungo la strada che dall’ abitato conduce alla abbazia di San Pietro in Valle.
Tempo fa fu smontato il campaniletto in pietra e i pezzi, numerati, furono provvisoriamente depositati nei locali della palestra di arrampicata libera a Precetto.
Mentre per quanro riguarda le campane, attualmente, sono state depositate addirittura nell’ufficio del sindaco.
Ma andiamo con ordine e tracciamo l’excursus storico dell’edificio e il suo attuale stato.
La struttura di classico stile romanico, tutta realizzata in pietra, risale alla seconda metà del XV secolo. Una singolare struttura con facciata a capanna, campaniletto a vela con due fornici, portale architravato, due finestrelle quadrate a sinistra e a destra della porta d’ ingresso. Tribuna poligonale con oculi laterali con cornice liscia nei due lati principali.
L’interno è composto da una navata, con presbitero ampio voltato, dove emergono tra gli stucchi settecenteschi, preziosi affreschi rinascimentali raffiguranti una Madonna col Bambino, i Profeti; nei pennacchi gli Evangelisti; nell’ovata la Trinità; nel sott’arco i dottori della Chiesa.
Nelle due pareti d’ingresso, dipinti in affresco emersi da sotto l’ intonaco raffiguranti storie della Madonna, Sant’ Anna, Sant’ Antonio Abate e la Maddalena. Sull’ unico altare era ubicata una grande pala ora ridotta a pezzi, dipinta su tela raffigurante  la Madonna col Bambino con Santi del XVII secolo.
Sbirciando dalle finestrelle si può scorgere tutto il degrado che continua imperterrito ad abbattersi su ciò che rimane di tanto patrimonio storico artistico. Degrado ancora più accentuato dalla presenza dei colombi  che ne hanno fatto una sicura dimora. Il guano ormai si è deposito fino al metro di altezza, investendo stucchi e affreschi; coprendo il pavimento e i contrafforti in pietra.
L’edificio, peraltro, e questo un po’ questo meraviglia, è proprio a due passi dall’abitazione dell’assessore alla Cultura della Regione Umbria, Paola Agabiti, che evidentemente non può non essere a conoscenza dello stato di degrado dell’immobile, eppure questa emergenza non è stata mai presa in considerazione o quantomeno si è mostrato interesse a intervenire.
Adesso. come è evidente, occorre accelerare i tempi e sollecitare chi di competenza affinché tale edificio possa tornare al suo antico splendore. Nel servizio fotografico si può constatare tutto il degrado: interno, esterno, gli affreschi, le pietre spezzate nel deposito presso l’arrampicata a Precetto e la campana depositata nell’ufficio del sindaco.

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