Spoleto: Mariza, la regina del Fado festeggia i primi venti anni di carriera. La post-modern dance di Trisha Brown al Teatro romano

SPOLETO Con il weekend inaugurale ormai alle spalle, nuovi grandi artisti stanno per calcare le scene del Festival dei Due Mondi.

Giovedì 30 giugno, Piazza Duomo accoglie le intense sonorità del fado con il concerto di Mariza, cantante portoghese la cui voce contemporanea incarna le circostanze della fortuna incostante, le ironie del destino, i dolori lancinanti dell’amore, le crisi dell’assenza e dell’allontanamento, i profondi singhiozzi della disperazione, i capricci del cuore e la tristezza dolente della saudade di un popolo, di un’appartenenza, di un’arte come il fado.

Con una carriera che fa eco al successo della musa sua connazionale Amália Rodrigues, in vent’anni Mariza ha collezionato dischi di platino e ha portato la canzone tradizionale portoghese nelle più importanti sale del mondo, dalla Sydney Opera House al Palau de la Música di Barcellona.

A Spoleto presenta un concerto speciale in cui festeggia i primi vent’anni di carriera con il suo ultimo album, Mariza Sings Amália, un tributo alla canzone tradizionale portoghese riconosciuta patrimonio intangibile dell’umanità e alla “regina del Fado” Amália Rodrigues: senza perdere la propria identità, Mariza ha coltivato le radici della sua cultura musicale per aprirsi al mondo.

Il Teatro romano ospita l’omaggio che il Festival fa alla coreografa newyorkese Trisha Brown, icona della post-modern dance, a cinque anni dalla scomparsa.

Astral Converted (1991), rielaborazione di Astral Convertible (1989), è fra i primi esempi della fortunata alleanza creativa tra Trisha Brown e Robert Rauschenberg e combina le suggestioni visive di Rauschenberg – che firma i visual e i costumi – con le musiche originali di John Cage. Astral Converted mescola sapientemente arte moderna, architettura e geometria, tratti distintivi dell’inconfondibile stile coreografico di Trisha Brown.

Sospensione e gravità sono invece gli elementi predominanti di Working Title (1985), lavoro autobiografico su musiche di Peter Zummo in cui il corpo sospeso del danzatore interagisce con l’ensemble di danza: fra urti, spinte e movimenti volutamente goffi, il risultato è «profondamente umano». L’omaggio a Trisha Brown prosegue a Palazzo Collicola con Trisha Brown: In Plain Site (3 luglio ore 17 e 19), una selezione dei celebri Early Works ideati dalla Brown negli anni ’70 ed eseguiti al di fuori degli spazi teatrali canonici ridefinendo il rapporto con le arti visive, l’uso dello spazio e la relazione con il pubblico.

Proseguono infine in questi giorni gli spettacoli inseriti nelle rassegne teatrali a cura di La MaMa Spoleto Open e Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico.

La MaMa Spoleto Open vede in scena La corsa di e con Matteo Ciccioli, Miriam Russo (29-30 giugno ore 21.30, Cantire Oberdan) e Slices of refreshed oranges performance di danza di Silvia Giordano (2 luglio ore 18.00 e 21.30, Cantiere Oberdan).

Il programma dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico continua con Tutto di Spregelburd e regia di Tommaso Capodanno (28 giugno ore 21 e 29 giugno ore 17, Teatrino delle 6); Piuttosto che fare il buffone, CORIOLANO per la regia di Andrea Baracco (dal 29 giugno al 1 luglio, Rocca Albornoziana); Chi sei? esercitazione del II anno del corso di recitazione a cura di Massimiliano Civica (30 giugno e 1 luglio ore 15, Rocca Albornoziana); Mask 8, performance di mimo a cura di Michele Monetta col I anno del corso di recitazione e regia (2-3 luglio ore 17, Rocca Albornoziana).

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