Stasera 5 aprile “La luce nella masseria”

Per la nostra rubrica Da vedere in tv segnaliamo stasera, 5 aprile, “La luce nella masseria” (2023) su Rai Premium. Regia: Riccardo Donna, Tiziana Aristarco. Durata: 104 minuti. Il film sull’avvio delle trasmissioni televisive in Italia già andato in onda su Rai Uno, viene riproposto stasera. Per chi non lo avesse visto…

Il 3 gennaio del 1954 la Rai inizia il regolare servizio di trasmissione su tutto il territorio nazionale. Nel giro di pochi anni la televisione entrerà nelle case degli italiani. Nel 1965 gli abbonati saranno oltre 6 milioni. “La luce nella masseria” racconta l’arrivo della televisione in una famiglia del Sud Italia negli anni ’60. E più precisamente in una famiglia di Matera, città della Basilicata che una quindicina di anni prima era stata definita da Palmiro Togliatti vergogna nazionale per le misere condizioni di vita degli abitanti. Si tratta di una popolazione che per il 95% si sostiene con l’agricoltura e che ha un’emigrazione (verso il Nord e verso l’estero) ancora piuttosto significativa.
La storia si colloca proprio nel momento in cui il progresso, portato anche dalle prime fabbriche, causa lo svuotamento delle campagne. La gente vive il disorientamento dovuto alle implicazioni che questo processo innesca nelle relazioni sociali di tradizione millenaria. Quella del nostro racconto è una famiglia come tante, in cui l’avvento della modernità provoca una frattura all’interno della civiltà contadina e compromette quei momenti di condivisione e di socialità che da sempre le erano connaturati. La vita nelle campagne era faticosa e difficile, ma la famiglia era aggregata e, agli occhi dei bambini, vivere tutti insieme era una felicità.
Eppure, sarà proprio la televisione a mantenere viva quella socialità.
Raccogliersi intorno al televisore diventa un’esperienza collettiva e sociale grazie alla forza aggregatrice dei programmi dell’epoca.
LA STORIA
La famiglia Rondinone, con la sua grande masseria non distante da Matera, è la protagonista della nostra storia. Si tratta di una famiglia numerosa e unita che, sotto la guida del patriarca Eustachio (Renato Carpentieri), ha sempre fatto fronte comune alle avversità e da decenni lavora la terra e vive dei frutti della propria fatica.
È una vita dura, a volte durissima, ma per l’undicenne Pinuccio (Giovanni Limite), è una vita anche impastata di magia e di sogni, come quello di avere un televisore, che però, nel 1962, si possono permettere solo le poche famiglie benestanti della città. È dal suo punto di vista che seguiamo le vicende.
L’eroe di Pinuccio è suo zio Vincenzo (Domenico Diele): il più forte, il più simpatico ma anche il più moderno e al passo con i tempi. Essendo anche un bel ragazzo, è conteso da due donne: Giuseppina e Imma (Aurora Ruffino). Un giorno però lo zio…ù

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