Stifone, il borgo umbro anomalo lungo la strada Ortana

NARNI – Stifone, che sorge coi piedi direttamente dentro al Nera, si trova lungo la via Ortana, ma dalla strada non è minimamente immaginabile la meraviglia che suscita questo luogo. A poca distanza si trova una zona industriale che accoglie alcune grandi aziende e nulla lascerebbe indovinare che lungo quelle insolite acque blu che si intravedono passando, esita un posto così: una sorta di enclave incantata e incantevole. Stifone è un’esperienza, di quelle che oggi si chiamano “slow”. E la lentezza è una buona compagna per addentrarsi in questi luoghi.

Da qualche anno, la vecchia ferrovia dismessa che correva lungo il fiume, è stata trasformata in un percorso ciclo pedonale molto frequentato e apprezzato e a cui si può accedere da diversi punti. Si può, ad esempio, lasciare l’auto poco dopo la galleria, sulla destra se si viene da Narni, e inoltrarsi lungo il sentiero, tra speroni di roccia e vegetazione. Si parte accompagnati dal vento tra le fronde e mentre ci si avvicina al borgo, è un crescendo di tante voci di uccelli, segno che qui hanno trovato un habitat adatto. Ovunque la natura è rigogliosa, anche in questo periodo dell’anno, mentre rinasce. Sono spuntati i primi fiori, ci sono già le farfalle e molte lucertole al sole.

 

 

Lo scorso anno un ornitologo narnese ha fatto proprio a Stifone una scoperta importante. Una rara “farfalla del corbezzolo” che normalmente vive lungo le coste del Mediterraneo e nell’Africa Subsahariana e che qui ha nidificato. La macchia di fronte a Stifone, costeggiata dal sentiero, è praticamente intatta. Da quella macchia una decina di giorni fa era sceso lungo il percorso anche un maiale che sembrava volersi stabilire proprio da queste parti, coccolato dai visitatori.

La sorpresa per chi arriva a Stifone per la prima volta, è l’acqua, di un colore blu intenso e trasparente. Il fiume in questo tratto è molto profondo, il livello è stato alzato artificialmente quando venne costruita la centrale idroelettrica, nel 1891. A volte, ancora oggi, aprono le chiuse e il fiume sparisce per qualche giorno. Poi torna, alimentato dall’infinità di sorgenti. L’acqua di Stifone, freddissima, è ricca di sali minerali; non ci sono pesci, in compenso c’è una ricca popolazione di rane e rospi.

Attraversando il nuovo ponte che collega il percorso con il borgo, si può fare una passeggiata tra le vie, tra molte piante – qui c’è chi ci tiene e le cura con amore – qualche gatto e abitanti che non disegnano mai di scambiare un saluto e qualche parola. C’è un lavatoio, quelli di una volta, dove l’acqua scorre e fino a non molto tempo fa, c’era chi veniva a lavare i panni. La chiesa del paese, sulla piazza principale, è dedicata a Santa Marina, attualmente è in ristrutturazione. La Santa Patrona del borgo sembra abbia un’influenza benefica, soprattutto sulla popolazione femminile che da sempre a Stifone è particolarmente longeva.

Stifone è anomalo sotto diversi aspetti. La prima anomalia è la posizione. L’Umbria si sa, è terra di borghi, ma chi pensa al borgo umbro se lo immagina arroccato su una collina. Stifone no, bisogna scendere. Si lascia l’auto lungo l’Ortana, dove ci sono un paio di parcheggi. Ci sono anche un paio di accessi con l’auto fin dentro al borgo ma è roba da esperti e la precedenza, si sa, va data ai residenti.

Stifone nasce come porto romano. In epoca moderna, diventò il porto del Comune di Narni, da dove venivano inviati legname e prodotti agricoli verso Roma. Un porto in Umbria, anche questa è un’anomalia.

L’altra anomalia è che Stifone appare come un piccolo regno, dove la natura è incontaminata e è singolare soprattutto se si pensa agli impianti poco distanti. Sembra che qui ci sia una sorta di immunità dall’inquinamento, dovuta probabilmente alla posizione molto protetta del borgo.

 

 

Fino a una quindicina di anni fa Stifone era semi sconosciuto. I narnesi e pochi altri dei dintorni sapevano dell’esistenza. All’epoca lungo la strada c’erano due cartelli arrugginiti che ne segnalavano la presenza e niente di più. Il cellulare non prendeva e ancora oggi, non c’è campo. Prima che arrivasse il digitale terrestre, per guardare la tv bisognava installare una parabola e il metano è arrivato nel 2007.

Oggi Stifone è stato riscoperto. I cartelli arrugginiti sono stati sostituiti. In molti d’estate raggiungono il fiume per rinfrescarsi, dentro al borgo o alle Mole, dall’altra parte della strada dove in tempi recenti è stata costruita una struttura di legno. Prima fare il bagno a Stifone era per pochi, negli ultimi due, tre anni nelle domeniche d’estate è ormai quasi impossibile trovare un parcheggio. Sono arrivati anche i vip – un paio di estati fa Selvaggia Lucarelli che faceva il bagno alle Mole spopolò sul web. Il Comune di Narni che ha intuito l’enorme potenziale del borgo, lo ha candidato per accedere al finanziamento del Pnrr.

Stamattina, Stifone era inondato di una luce fresca, qui, in questo piccolo regno – dell’acqua, del colore, della natura – disconnettersi è una liberazione.

Sara Costanzi

 

 

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