Superbonus 110% per cento: chiesto l’intervento immediato della giunta regione dell’Umbria

PERUGIA – L’emergenza nazionale legata al superbonus del 110%, in Umbria si traduce con 500 aziende a rischio fallimento e 2.500 addetti che potrebbero trovarsi senza lavoro. La questione è approdata in Consiglio regionale per voce di Alberto Fora (Patto Civico): “Al di là delle legittime e diverse valutazioni che si possono avere sulla bontà o meno dello strumento del super bonus 110% – ha affermato – è evidente che, come richiesto dalla Cna Umbria, sia doveroso sanare economicamente il pregresso e garantire almeno la chiusura dei cantieri già avviati. Scondo i dati della CNA – spiega Fora – con lo stop della cessione del credito per il superbonus in Umbria rischiano il fallimento oltre 500 imprese del comparto edile che danno lavoro a circa 2.500 persone. Dopo l’approvazione della legge di bilancio dello scorso dicembre, in Umbria si sarebbe passati da 1.586 interventi a fine 2021 a 2.872 rilevati il 31 maggio 2022 scorso per un valore economico di 535 milioni di euro, di cui solo il 70 per cento concluso, mentre altri 200 milioni restano tuttora appesi. La situazione è davvero grave. Le imprese in questi giorni stanno ricevendo le lettere delle banche che comunicano l’indisponibilità ad accettare la cessione dei crediti mentre invece altre imprese che non avevano fatto lo sconto in fattura ai privati si trovano nella condizione che gli stessi non riescono a pagarle perché facevano conto di cedere il credito agli intermediari finanziari che invece ora non li accettano più”.

Secondo il consigliere Fora “occorre mettere in campo, molto velocemente, un mega provvedimento tampone che da un lato metta in sicurezza le imprese per i lavori già in corso e solo dopo si proceda alle modifiche al sistema dei bonus e degli incentivi fiscali. Confido che la Regione, con la presidente Tesei, rappresenti al governo la drammatica situazione che si sta verificando, certamente non solo in Umbria, per le imprese edili e solleciti un rapido provvedimento di sanatoria”.

 

Redazione Vivo Umbria: