Umbertide: restauro in corso, la “Deposizione dalla Croce” di Luca Signorelli si può ammirare in gigapixel

UMBERTIDE – La Deposizione dalla Croce di Luca Signorelli (1516) è una delle rarissime opere del maestro rimasta nella sua collocazione originaria: la chiesa di Santa Croce. Però, temporaneamente, non si può ammirare a causa della ristrutturazione della chiesa e allora ecco che interviene la tecnologia più sofisticata di Haltadefinizione.Così sarà sufficiente inquadrare con il proprio smartphone o apparecchio digitale il Qr Code presente sugli appositi pannelli sparsi per Umbertide, per accedere al link che darà la possibilità di osservare e consultare più da vicino l’opera d’arte.

La digitalizzazione

L’altissima definizione permette di addentrarsi in modo inedito nella geografia dell’opera, percorrendone i dettagli che finora erano rimasti in ombra, data anche la differente posizione che la tavola ha subito nel Seicento, quando una splendida macchina d’altare barocca l’ha considerevolmente innalzata da terra. Ora è possibile notare addirittura una minuscola lacrima sul volto del Santo sotto la Croce, come le gocce di sangue che la Maddalena cerca di raccogliere dai piedi del Cristo crocifisso, e nella predella, realizzata con minuzia da miniaturista, si può letteralmente entrare nell’accampamento di Costantino, affacciato sullo stesso fiume Tevere che bagna Roma e la piccola città umbra.

La Pala

Si dice che la Deposizione di Umbertide comportò una sorta di “svenamento” economico ai francescani di Umbertide che dovettero vendere pezzi di terra e aggiungere anche pagamenti in natura a Luca Signorelli, ovvero il fieno che serviva per il viaggio a cavallo dalla sua Cortona. Fu dipinta da Luca Signorelli nel 1516 su commissione della Confraternita di Santa Croce. L’opera è costituita da una pala centrale raffigurante la Deposizione, incorniciata lateralmente da due pilastri con decorazioni a candelabra dorate che recano con l’iscrizione “Lucas Signorellus de Cortona pictor pingebat”, dipinta in oro in conchiglia su un fondo blu. La pala poggia su una predella autoportante che funge da basamento, suddivisa in tre scomparti che raffigurano scene tratte dalla Leggenda della Vera Croce di Iacopo da Varagine. Dal 1611 l’opera è incastonata in una fastosa macchina d’altare in stile barocco commissionata realizzata dall’artista marchigiano Giampietro Zuccari. Il dipinto con la relativa macchina d’altare è stata oggetto di un accurato intervento di restauro concluso nel 1998.

Luca Signorelli in Altotevere

Negli ultimi anni del Quattrocento il rapporto con la potente famiglia filomedicea dei Vitelli condusse Luca Signorelli a operare proficuamente in Alta Valle del Tevere, terra di confine tra Umbria e Toscana, che divenne patria acquisita del maestro Cortonese e soprattutto il crocevia di una nuova direzione estetica, che affascinò il giovane Raffaello e una schiera di artisti che ne popolarono il fiorente seguito.

Tom Henry, ad oggi massimo esperto signorelliano, ha rilevato come in questa particolare zona l’artista poté esprimersi molto liberamente presso i committenti, sviluppando le sue caratteristiche peculiari: un accentuato ricorso alle anatomie dei personaggi, e una più libera interpretazione delle storie della tradizione cristiana, che portò il Vasari a sottolinearne la “bizzarra e capricciosa invenzione”.

 

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