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Un gesto per la Terra, un gesto per noi tutti

SPOLETO – Il pittore francese Edgar Degas spiegava il suo dipingere la danza in quel movimento della gente e delle cose che ci consola e che stava alla base dei suoi quadri. Essendo arte espressa in movimento aderisce al corpo e alle emozioni, ai gesti. Gestes. Se leggere la parola al singolare avrebbe rimandato la mente alle Chansons de geste, al poema epico e all’amor cortese dell’XI secolo, al plurale si libera dell’azione cui rimaneva legata non essendo più traduzione di gesta eroiche e diventa gesto inteso come contatto, prolungamento del pensiero tramite il contatto tattile.

Nel progetto ideato dall’Associazione Evidanse sotto la direzione artistica di Carole Magnini attenzione è stata data ad un universale linguaggio ché come ogni forma d’arte non perde di espressività se interpretata in prospettiva: Danser la Terre, Danse pour la Terre. Nell’ambito della manifestazione Rendez Vous 2019, insieme a diversi ballerini e coreografi francesi, si è creato un piano di ricostruzione che nella danza punti a valorizzare il patrimonio culturale, naturalistico e storico dell’Umbria fin dopo il terremoto del 2016.

Un gesto di vicinanza e di armonia per curare le ferite inferte dalla terra, per questo danse pour la Terre perché è per lei e con lei che va ristabilito un equilibrio. Il filmato che ritrae l’iniziativa denominata “danza nel situ”, dedicata alla regione, è stato proiettato in prima assoluta lo scorso 23 maggio nella Rocca Albornoziana di Spoleto.
 
Prendere in prestito il dolore degli altri, sia che fosse stato vissuto da fuori e da lontano sia che lo si fosse riconosciuto, richiedeva premura. Rompere il silenzio oltre cui la faglia nel terreno tentò di separare richiede oggi partecipazione e sostegno.
È in quest’ottica che ieri, sabato 8 giugno, nella cornice dell’antico ducato longobardo si è tenuta una performance itinerante, Gouttes d’eau. Nel rispetto integrale delle coreografie e delle scenografie pensate e realizzate da Carole Magnini con Ludovica Avetrani e Martina Caronna, sono stati coinvolti i musicisti Goffredo degli Esposti (flauti, zampogna e cornamusa) e Gabriele Russo (violini e chitarre) alla continua ricerca di strumenti con cui eseguire un repertorio di musica antica e medievale facendo parte del Micrologus Ensemble, Francesco D’Oronzo, Mauro Businelli dei Solisti di Perugia. L’itinerario prevedeva quattro tappe collettive: partendo dalla Fontana “Sasso” (Giardini di Viale Matteotti), si è proseguiti per Piazza Fontana, poi alla Fontana del Mascherone e infine alla Fontana di Piazza del Mercato.

Con sorpresa, cittadini e turisti, si sono fatti coinvolgere da uno spettacolo senza dubbio suggestivo che ha saputo impreziosire la città da troppo tempo disabituata e disincantata di fronte al nuovo e al bello. Per poco più di due ore la città immobile si è spogliata della sua diffidenza ed ha accolto con generosità, permettendo a quel gesto inconsueto di rielaborare il passato e di restituire, per un attimo, la speranza.
 
 

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