Una vita per la musica, Eleonora Beddini artista di talento

Eleonora Beddini album "Doppio Gioco"

FOLIGNO – Pianista e compositrice. In un parola sola: artista, a tutto tondo. Lei è Eleonora Beddini, folignate, ormai conosciutissima nel mondo della musica e delle grandi produzioni grazie alla sua capacità di spaziare nei generi e nei ruoli più imprendibili. Lo dimostrano le sue partecipazioni ad allestimenti che in questi ultimi mesi hanno riscosso successi incredibili di pubblico e di critica: da “Disincantate!” (irriverente varietà dai sapori del cabaret e del vaudeville, oltre 40 repliche in tutta Italia) fino a “Mary Poppins”, versione teatrale e fedele adattamento dei racconti di P.L. Travers, per il quale è stata scelta come prima tastiera in uno spettacolo dalle grandi suggestioni (per lei oltre 140 repliche al Teatro Nazionale di Milano nella produzione della World Entertainment Company).

Chi la conosce, sa quanto Eleonora sia modesta e poco amante della pubblicità, ma proprio per questo il talento finisce con l’essere il suo autentico biglietto da visita. Tanto che è persino complicato fornire un quadro esauriente di tutto quello che fa. Ma quel che emerge, è un “patrimonio materiale” della nostra Umbria.
Si può partire dal fatto che Eleonora Beddini vive a Bologna, città d’arte per eccellenza, dove si è laureata con lode sia in pianoforte che in composizione per la musica da film al Conservatorio “Martini” e poi al “Venezze” di Rovigo. Non solo: è talmente perfezionista che ha voluto laurearsi (con lode, neanche a dirlo) al Dams indirizzo musicale all’Università di Bologna, specializzandosi in musica da film con il maestro Luis Bacalov all’Accademia Chigiana di Siena. La sua passione è la tastiera e questo l’ha portata ad essere sin dal 2010 pianista e direttore musicale per numerose produzioni di musical, come “Sweeney Todd” (regia di Marco Simeoli), “A Little Night Music” (regia di Sara D’Angelo), “Outing” (regie di Mauro Simone e Edoardo Scalzini), “Rent” (regia di Edoardo Scalzini), “La principessa sul pisello” (prodotto da I Muffins), “Disincantate!” (regia di Matteo Borghi e prodotto da I PerFORMErs). Proprio grazie a quest’ultimo ha ottenuto il premio per la Miglior direzione musicale ai Broadway World Italy Award 2017. E’ poi la compositrice del musical originale “Marilyn” (opera tra le vincitrici del concorso “Saranno Famosi” indetto da Siae e Teatro Sistina di Roma), ha firmato musiche originali per numerosi spettacoli di teatro e teatro-danza replicati in tutta Italia ed è vincitrice di prestigiosi concorsi nazionali. Da anni tiene numerosi concerti solistici e cameristici con repertorio classico e moderno, e diverse sue composizioni ed esecuzioni sono state trasmesse da Radio Vaticana, Radio Rai, Radio International ed altre. Come se non bastasse ha realizzato le musiche per videoinstallazioni ospitate in importanti musei di arte contemporanea in Italia e all’estero e la sua opera audiovisiva “Hesperia” realizzata con il videomaker Andrea Nevi è stata esposta alla V Biennale di Mosca.

In Umbria è stata protagoniste di alcune prime assolute: dal tributo a Paolo Poli con Pino Strabioli per gli Amici della Musica di Foligno, a “Water Wires” con Giorgio Bertinelli specialista di live electronics al Castello di Poreta, lavoro quest’ultimo concepito come un dialogo aperto tra pianoforte e live electronics, operazione di produzione e manipolazione elettroacustica dei suoni in tempo reale, cioè rigorosamente dal vivo. Tra le sue composizioni va annoverato “Doppio Gioco”, progetto ideato e prodotto con Carlo Bertilaccio, in cui si coglie per intero la sensibilità di Eleonora Beddini: “Doppio gioco è un luogo di confronto tra scrittura originale e riscrittura. E’ il punto in cui il mio sguardo incontra altre storie e le trasforma, le aggancia alle mie – ci spiega la giovane compositrice – c’è un continuo confronto tra le immagini che nascono nella mia testa e quelle che nascono altrove, mi attraversano e si distaccano nuovamente, limpide, nuove. Il pianoforte in questo è solo un tramite, uno strumento che traveste le emozioni e le libera in me, facilitandomi a dare loro una forma che sia tutta mia e incoraggiandomi a restituirle altrove”.

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