Vanni Capoccia: “Il Pineye pop e postmoderno di Franco Prevignano”

Riceviamo e se possibile un po’ più volentieri del solito pubblichiamo, visto che si parla di Franco Prevignano al quale la nostra testata vivoumbria.it è particolarmente legata e gli ha dedicato un intero Focus a prosposito firmato dalla nostra Federica Mastroforti, il contributo di Vanni Capoccia riguardo la mostra  “Pineye – Quando i Beatles scoprirono Pinocchio” che si potrà ammirare fino al 26 febbraio allo Spazio espositivo di Santa Maria della Misericordia in via Oberdan a Perugia.

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Il “Pineye” pop e postmoderno di Franco Prevignano

di Vanni Capoccia

Franco Prevignano è un fantasioso animatore della scena culturale perugina e, in una città come Perugia dalla vita artistica sonnolenta, spazia tra i generi, per cui dalla fotografia passa alla musica per poi far sapere che si diletta anche con po’esie comunque diverse da come ce le si potrebbe aspettare.

Ora è alla Sala della Misericordia in via Oberdan con una mostra che definire coraggiosa è poco. Perché per confrontarsi con Pinocchio e i Beatles che fanno parte dell’immaginario infantile e giovanile di tutti di coraggio, misto a una buona dose d’incoscienza, ce ne vuole parecchio. Ancor di più se immagini che si siano incontrati vivendo insieme una favola? Un sogno? Una storia vera?

Entri alla mostra e l’impressione è che quello vissuto da Franco Prevignano assieme a Fulvia Di Carlo ed Eleonora Seppoloni per le parti musicali sia stato un percorso festoso e concreto, che lavorando insieme si siano impegnati divertendosi.

All’inizio ti accoglie un nascente Pinocchio di Ballerani, poi le foto di Franco che ripercorrono la vicenda che ha immaginato in una specie di fumetto, ora gli esperti dicono graphic novel ma io ho proprio pensato a un fumetto per immagini fotografiche che ricordano le atmosfere colorate della pop art.

In fondo alla sala, in quella che sembra una nicchia, qualcosa di più arcano e postmoderno: reperti degli anni al tempo dei Beatles, un fotomontaggio da Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles (i cui colori aleggiano per tutta la mostra e dove con grande sprezzo del pericolo i protagonisti della mostra si sono automontati) e scuri funerali di Pinocchio.

 

Allora ti rendi conto che quella vissuta da Franco Prevignano, Fulvia Di Carlo, Eleonora Seppoloni non è stato solo un gioco vissuto con amiche e amici né un’operazione nostalgia, ma qualcosa nato da una necessità più profonda che ha dato vita a una mostra con tutti i requisiti necessari per diventare la prima tappa di una tournée: d’altronde la musica non nasce per volare in ogni luogo? E Pinocchio non è il libro italiano più tradotto all’estero?

A corredo di tutto un catalogo che con il lettore QR consente di ascoltare le musiche edito da Futura: accurato, colorato, barocco come la mostra.

 

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