Visioninmusica: la musica nomade di Gegè Telesforo nel suo viaggio con "il mondo in testa"

TERNI – E’ nomade, flessuosa e ricca di poliritmie “rubate” in un peregrinare attorno al mondo la musica di Gegè Telesforo. Lo scat è il perno attorno a cui ruota tutto in una prospettiva che mano a mano diventa sempre più ampia di pari passo con le dinamiche ritmiche imbastite dai giovanissimi talentuosi di cui si è circondato e che lo accompagnano in questo tour senza date, ma composto di tappe musicali creative. Dall’afro-beat alla chacarera, dal reggae all’hip hop, tutto sembra sospeso sul filo di una flessibilità ritmica all’ennesima potenza da dove emergono le trame soliste del pianoforte e della chitarra, con la batteria che scansiona l’itinerario di volta in volta affrontato in dialogo con le percussioni che lo stesso Gegè strapazza intorno a un fulcro ritmico ora sostenuto e incalzante, ora docile e sospeso in atmosfere rarefatte.

La potenza dell’emissione vocale non è mai stata peculiarità di Telesforo, a tutto vantaggio di una grande agilità sul livello dei registri vocali. Così ad esempio un “No woman, no cry” di Bob Marley acquisisce l’aspetto di una ballad in cui il tempo si dilata e la voce si fa profonda e lirica, conservando un’estrema musicalità. Meraviglia simile si verifica anche con “I Shot the Sheriff”, riecheggiando un Eric Clapton meno sostenuto sui riff della chitarra a vantaggio di una maggiore profondità espressiva. Ed eccoli i piccoli (di età), e futuri certi talenti che arricchiscono il repertorio di Gegè Telesforo in questo suo nuovo lavoro dal titolo evocativo “Il mondo in testa”: Miriana Faieta, vocalist dotata di un timbro eccelso e di grande musicalità; Christian Mascetta che alla chitarra non esita a creare con il suo fraseggio un climax incandescente; Pasquale Strizzi al pianoforte, che disegna trame oblique e insolite con il suo strumento; Pietro Pancella al basso, puntuale come un metronomo e Michele Santoleri alla batteria che si insinua pervicace in ogni vuoto ritmico. C’è stato tempo e spazio prima della fine del concerto persino per un’incursione nella musica indiana in un raga in cui la voce di Telesforo ha dato ancora una volta sfoggio di estrema duttilità con un’accentazione sul ritmo immaginato di una tabla, rafforzato dalle modulazioni vocali orientali di Miriana Faieta. Ironia e gag, disinvoltura sul palco e coinvolgimento del pubblico hanno coronato la bella serata di musica del primo appuntamento della stagione di Visioninmusica all’auditorium Gazzoli nel segno del primo sold out incassato dal direttore artistico Silvia Alunni.

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