Young Jazz Festival al via a Foligno

FOLIGNO – Young Jazz Festival per l’edizione 2019 cambia nuovamente e si presenta a Foligno, dal 2 al 6 ottobre, con il tema ‘Changes’. Attenzione ai “cambiamenti”, in campo musicale e non solo: workshop musicali rivolti ai bambini, proiezioni, produzioni originali, performance di danza, senza dimenticare di affrontare problematiche ambientali e di sostenibilità nell’ambito del consolidato schema del “Jazz Community”, lasciando il consueto spazio ai lavori più interessanti che il mondo del jazz italiano ha prodotto negli ultimi anni. Come sempre sono molti gli under 35 nel cartellone ufficiale.
L’evento musicale ha il patrocinio di Umbria Jazz per l’undicesimo anno consecutivo
Come anticipazione al festival, Young Jazz ha già avviato nei giorni scorsi i primi incontri del workshop “I linguaggi musicali che uniscono” a cura di Pasquale Mirra e Danilo Mineo. Protagonisti sono i bambini che utilizzeranno degli strumenti fatti da loro con materiali riciclati per una performance finale in programma giovedì 3 ottobre all’Auditorium Santa Caterina (ore 18:30, ingresso libero). Sarà quindi l’evento conclusivo del laboratorio riservato a bambini dai 6 ai 10 anni che si è tenuto allo Spazio Zut.
In questo progetto la musica diventa strumento educativo ma anche terapeutico, in quanto stimola il bambino a liberarsi e a vivere la propria storia individuale come entità responsabile di talune azioni mimiche, gestuali, ritmiche, per conoscersi meglio mediante la stimolazione che il suono, proposto nelle più diverse e varie eccezioni è capace di suscitare.
L’insegnamento della musica non può quindi limitarsi alla conoscenza dell’esecuzione musicale, ma deve rappresentare un aspetto della cultura generale ed essere integrato nella totalità del progetto educativo.
Un progetto che è sempre una scommessa anche per i curatori che, come spiegano loro stessi, ogni volta si mettono in discussione. Danilo Mineo, percussionista, che si occupa della costruzione degli strumenti a partire da materiali di riciclo afferma: “Questo progetto di musica e gioco è nato con Mirra dieci anni fa, grazie a dei laboratori nelle scuole primarie del territorio emiliano. Negli anni lo abbiamo portato fuori dalle scuole, anche nei festival di musica, specialmente in quelli come Young Jazz attenti a certe tematiche. L’intento e finalità è coinvolgere e sensibilizzare i bambini alla musica attraverso il gioco e creando strumenti e oggetti sonori partendo dal riciclo di materiali. Il bambino così scopre il suono, utilizzando e manipolando dei materiali che attraverso questa attività acquisiscono altre funzioni. Si stimolano i bambini grazie alla creatività e all’improvvisazione. Si fanno conoscere prima di tutto gli strumenti musicali convenzionali che mettiamo a disposizione, poi l’altro passaggio è riprodurre qualcosa dal punto di vista sonoro, che hanno già vissuto, rimaneggiando però nuovi materiali per sensibilizzarli anche ad un pensiero ecologico. C’è poi anche l’aspetto dell’integrazione e della condivisione di una esperienza per mettere bambini di nazionalità diverse a confronto. Formare un gruppo, ascolto reciproco, manualità: cerchiamo di stimolare tutti questi aspetti che sono distanti da certe consuetudini del quotidiano”
Pasquale Mirra, vibrafonista, si occupa invece della fase della conduzione per far suonare dai bambini gli strumenti creati per una sorta di orchestra di strumenti a percussione: “L’evento finale lo chiamiamo performance perché è la rappresentazione di quello che i bambini hanno vissuto nei giorni laboratoriali. Il fine non è tanto quello legato alla musica, ma ad aspetti importanti tanto quanto e forse più della musica, come la condivisione di esperienze diverse. Nelle giornate i bambini si incontrano, vedono strumenti da tutto il mondo e poi iniziano a costruire con materiali di riciclo tra i più svariati. Sensibilizzati da questo arrivano pure con strumenti costruiti a casa di propria iniziativa. Questo ci sembra un elemento importante tanto quanto il fatto di vedere insieme bimbi di nazionalità diversa per un arricchimento reciproco. I bambini rappresentano il futuro e questi sono i motivi per cui portiamo avanti da 10 anni questa iniziativa. La priorità resta il gioco che per noi è fondamentale”. Per Mirra c’è anche un altro motivo per cui portano avanti questo progetto: “I musicisti sono quelli che godono di meno del valore della musica, linguaggio che può arrivare ovunque e che è comprensibile a tutti. Quello che insegniamo ai bambini è tanto ma quello che impariamo è molto di più. Spesso ci dimentichiamo dei valori che la musica può avere e con i bambini li riscopriamo. Loro infatti accrescono la nostra possibilità di rapportarci con altri musicisti e vivere la musica con i valori di condivisione. Riscontriamo quindi queste idee in festival come Young Jazz e questo facilita il nostro lavoro”.
Young Jazz Festival prende il via mercoledì 2 ottobre con “Anche la luna è una ragazza d’argento”, spettacolo teatrale a cura di EMERGENCY allo Spazio Zut!, ore 16:30, con ingresso libero ad offerta (le offerte verranno destinate al centro pediatrico di Goderich in Sierra Leone). Racconto, musica e filastrocche si intrecciano in questo spettacolo in cui la luna è la protagonista principale insieme ad un piccolo uccellino coraggioso. Scenografia, giochi teatrali, burattini e musica incanteranno i bambini e saranno l’occasione per aiutare altri cuccioli in difficoltà. Un piccolo gesto può cambiare il mondo.
Alle 19 presso il Microclima, toccherà al Brax Quartet in concerto. Il quartetto nasce all’interno del conservatorio Morlacchi di Perugia a marzo 2018 ed è composto da Emanuele Burnelli al sax, Marco Mariotti alla chitarra, Daniel Betti alla batteria e Lorenzo Barbieri al contrabbasso. Il repertorio del quartetto spazia dai brani jazz più celebri a propri arrangiamenti e composizioni.
Giovedì 3 allo Spazio Zut! alle 21.30 sarà il giorno dello spettacolo di danza contemporanea con musica dal vivo “Una crepa, nostalgia dell’oro”. Una scossa avviene improvvisamente. Lo  sfasamento prodotto  da oscillazioni e vibrazioni di due forze opposte apre una crepa e tutto viene sconvolto. La struttura crolla, lo spazio si modifica, la frattura diventa lo scarto necessario a creare nuove relazioni in movimento. La danza e la musica si incontrano e dialogano in un territorio vivo di  risonanze e deformazioni. Il  corpo sonoro, emesso dal contrabbasso in acustico, è parte del paesaggio e partecipa della struttura coreografica muovendo lo spazio attraverso pratiche di avvicinamento, slittamento, oscillazioni, ripetizioni, prolungamenti, blocchi, lievi spostamenti, variazioni  di ritmo. Concetto di Lucia Guarino, Emma Tramontana; coreografia di Lucia Guarino; danza, Elisa D’Amico, Lucia Guarino; contrabbasso, oggetti Matteo Bortone; costumi Elisabetta Baroni; drama consulting Emma Tramontana.
Per info: www.youngjazz.it
 

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