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Young Jazz, inizia la seconda edizione del Moult Festival a Foligno

FOLIGNO – Per Young Jazz arriva uno dei momenti più attesi della stagione: il Moult Festival. Dopo le tre tappe del “Countdown”, dedicate alla scena italiana (Stefano Costanzo, Ze in the Clouds, Nicolò Francesco Faraglia, Esmeralda Sella Trio, Federico Nuti InFormal Setting), e il primo appuntamento della sezione “Community” con il progetto sociale Nota Cosmica, il festival entra nel vivo con una giornata intensa che si sviluppa dal pomeriggio fino a tarda sera (ore 18.30 – 24), tra concerti, ascolti e laboratori.

Lunedì 5 gennaio 2026, a Foligno, torna per la sua seconda edizione – sempre con la consulenza musicale di Dan Kinzelman – la rassegna nata all’interno di Young Jazz per esplorare e condividere le sfumature più imprevedibili di un linguaggio artistico in continua trasformazione. Il Moult Festival mette al centro mutamento e rinnovamento, con gli eventi ospitati nelle sale affrescate del secondo piano di Palazzo Candiotti (Largo Frezzi 4).

Linguaggi diversi e apparentemente inconciliabili convivono in modo stimolante: punk, classica, musica contemporanea, psichedelia e pratiche performative si incontrano in una visione proiettata verso il futuro. Moult Festival guarda al cambiamento come occasione di crescita, scoperta e gioia, in un clima inclusivo e informale che quest’anno si arricchisce anche di due nuove esperienze laboratoriali.

Intanto si è chiusa con un bilancio estremamente positivo la prima parte di Young Jazz 2025/26. Il “Countdown”, tra novembre e dicembre, ha registrato un’affluenza di pubblico significativa e costante, confermando l’interesse e la partecipazione attiva della comunità intorno alla proposta artistica del festival.

«Young Jazz – sottolinea la presidente Giulia Battisti – prosegue con coerenza il proprio percorso di ricerca, distinguendosi per una visione attenta alla sperimentazione, al dialogo tra linguaggi musicali e alla contaminazione dei formati. La linea curatoriale ha saputo coniugare qualità artistica, originalità e capacità di coinvolgimento del pubblico».

Il programma

Ad aprire il Moult Festival, alle ore 19, sarà Nina Baietta in solo voce con Ea: one-voice study on a wordless dictionary: un piccolo manifesto poetico, un dizionario senza parole che esplora il confine tra linguaggio musicale e verbale. La voce diventa organismo vivo e mutevole, in dialogo con lo spazio e con il silenzio, elemento essenziale della performance.

Alle 19.45 è la volta di Witchess, progetto che intreccia musica, spoken word e riflessione politica, affrontando temi come femminismo e giustizia sociale. Elettronica, noise, prog e improvvisazione danno vita a una performance intensa e senza confini estetici. Sul palco Andrea Giordano (voce, flauto, elettronica), Silvia Cignoli (chitarra, elettronica, voce) e Francesca Remigi (batteria, percussioni, composizioni, voce).

Dopo una pausa conviviale (dalle 21, con cibo a cura di NaturaSì e proposte vegane e vegetariane), il festival riprende alle 21.30 con Sc’ööf, gruppo sperimentale che ha sviluppato un linguaggio radicale, fresco e sfacciato. Groove irregolari, energia travolgente e continue sorprese caratterizzano i loro concerti. In scena Christian Zemp, Elio Amberg, Vincent Glanzmann e Jonas Häni. Il concerto è realizzato con il supporto di Swiss Arts Council Pro Helvetia.

Alle 22.30 spazio a Gli I, progetto di improvvisazione attivo dal 2006, nato tra Valencia e contesti non convenzionali. Piccoli interventi sonori, azioni improvvise e atmosfere astratte e tribali danno vita a un rituale informe e talvolta catartico, con Marco Bernacchia, Andrea Davì e Manuel Scano.

Il finale è affidato al dj set di Fera (ore 23.15), alias Andrea de Franco: flussi sonori in costante mutazione tra dub, elettronica primitiva, industrial e drone. Le selezioni musicali della serata sono curate da Joe Rehmer.

Biglietti: ingresso a 25 euro (ridotto under 20: 20 euro). Prevendite disponibili su www.youngjazz.it.

Laboratori e comunità

In occasione del Moult Festival, lo spazio dell’ascolto si apre a tutte le età. Domenica 4 gennaio, dalle 15 alle 19, si terrà diBoccainBocca, laboratorio vocale condotto da Nina Baietta, aperto ad adulti anche senza esperienza, per esplorare la voce come strumento collettivo e relazionale.

Lunedì 5 gennaio, durante il festival, è in programma Tum Tum Pam!: laboratorio di autocostruzione di strumenti musicali per bambine e bambini dai 5 ai 12 anni (doppio turno 19.30–21 e 21.30–23.30), realizzato in collaborazione con MicroMondi e con materiali artistici e di riciclo. Un’opportunità per i più piccoli di creare e divertirsi mentre il festival prende vita, permettendo agli adulti di seguire i concerti.

«Young Jazz 2025/26 – conclude Battisti – conferma la propria identità di festival aperto, contemporaneo e attento alle persone, capace di intrecciare ricerca musicale, progettualità culturale e responsabilità sociale».

Dopo il Moult Festival, la rassegna proseguirà con il gran finale del 15 gennaio all’Auditorium San Domenico, con il concerto della Liberorchestra, nell’ambito della sezione Community, dedicata all’inclusione e al sociale.

Si chiude così la nuova edizione di Young Jazz, rassegna che da quasi vent’anni promuove a Foligno e nel territorio la cultura musicale jazz e contemporanea, intrecciando sperimentazione, inclusione e socialità.

Young Jazz è realizzato con il patrocinio e il sostegno di Comune di Foligno, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Usl Umbria 2, Umbria Jazz, Camera di Commercio dell’Umbria.

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