Editoriali

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Librerie aperte dal 14 aprile, archivi e biblioteche pubbliche e universitarie e di ricerca chiusi. Qualcosa non va

La vicenda che proponiamo oggi ai lettori di Vivo Umbria, sperandoli in luoghi distensivi e magari vacanzieri, riguarda la lettera che la Consulta Universitaria per la Storia dell’Arte (Cunsta) ha inviato al ministro Dario Fanceschini, al ministro dell’Università Gaetano Manfredi e ai direttori generali degli Archivi, delle Biblioteche e dell’Educazione del Ministero.

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Il domani fa un po' più paura?

Come è cambiata, nel corso degli ultimi decenni, l’autopercezione dell’individuo nel contesto globale? Quel processo di integrazione delle unità internazionali che, è noto, sotto “l’ampia” definizione di globalizzazione, ha scolpito in ognuno di noi un intendimento del mondo radicalmente differente da quello di un tempo.

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Tommaso Bori: "Cultura e spettacolo, il tempo stringe". Giusto consigliere, ma non si tratta di un microcosmo

Ora o, poi, potrebbe essere tardi. Su Vivo Umbria che si occupa per vocazione di cultura, spettacolo, arte, lo andiamo ripetendo da mesi, ormai. La nostra inchiesta sul teatro che avrebbe aperto in Umbria, giorno dopo giorno, dimostra che il ”comparto”, estremamente variegato peraltro, è in seria difficoltà. Molto seria.

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Le difficoltà, carburante creativo del teatro

I nuovi decreti hanno letteralmente riscritto gli spazi. Oggi qualsiasi bar ha una linea che delimita l’ingresso e alcuni negozi elaborano, con nastro colorato, un intricato percorso per evitare la ressa. Ogni volta che osservo queste disposizioni mi vengono in mente le croci di nastro adesivo bianco applicate sul palcoscenico.

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Follia iconoclasta
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Follia iconoclasta

E’ fin troppo facile fare i conti con il passato quando si vive un presente difficile unito alla consapevolezza di un futuro più che mai incerto; ma il passato non lo si può cambiare, la storia gode di un’immutabilità dei fatti che, al limite, è possibile reinterpretare e ridiscutere, ma non alterare.

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