Perugia: Covid-19 non ferma la protesta dei cittadini del Comitato Ginkgo Biloba

Pubblichiamo la lettera aperta rivolta al sindaco Andrea Romizi dal Comitato Ginkgo Biloba che si è formato in quartiere popoloso di Perugia, Madonna Alta, che aveva programmato una manifestazione di protesta pubblica, rinviata per motivi di sicurezza legati al virus Covid-19 ma che resta nei contenuti.  Perché la vita va avanti.
“Per oggi avevamo organizzato una manifestazione per dare forza alle  nostre istanze  sull’ attuazione del progetto di riqualificazione del Parco Vittime delle Foibe. Per senso di responsabilità, prima anche del consiglio a non farla della questura, abbiamo deciso di rimandarla a data da definire.
Ci rendiamo conto che questo è un periodo per lei e per tutti pieno di  ben altre problematiche, ma vogliamo farle comunque giungere la nostra preoccupazione per come stanno andando avanti i lavori nel Parco. E badi bene non vogliamo passare per ingrati e per coloro che, per partito preso, devono sempre e comunque criticare l’operato di chi amministra. Questa riqualificazione e’ un’operazione importante per il nostro quartiere e per tutta la città e per questo ci siamo permessi di organizzare noi  un’assemblea, per sentire noi le  esigenze dei cittadini nei riguardi di un progetto che forse troppo in fretta e’ stato approvato. Ci viene detto che c’è stata una partecipazione alla sua elaborazione, ma abbiamo un riscontro dei “fortunati “ che hanno partecipato, di una mancanza di comunicazione dei dettagli operativi più importanti.
Comunicazione i cui canali sono stati chiusi con la cittadinanza  ,  fra la fase definitiva e quella operativa del progetto. La abbiamo per questo invitato all’assemblea di gennaio, ma ci è stato invece concesso solo un incontro di una nostra delegazione con l’assessore alle aree verdi e il Rup e poi un sopralluogo per poter valutare la possibilità di salvare degli alberi che avevano il solo difetto di stare sui percorsi ciclo pedonale, pedonale e piattaforma giochi programmati dai progettisti. Ma in attesa di riscontro a delle nostre istanze scritte, le motoseghe hanno comunque tolto di mezzo alberi trentennali sani di cui i cittadini si erano giovati dell’ombra e dell’ossigeno fino a qualche giorno prima. Erano ritenuti già  pericolosi più di due anni fa ? Ma allora abbiamo frequentato fino ad ora  un Parco pericoloso? I nostri figli e nipoti hanno fino ad ora frequentato un parco pericoloso?
Comunque ormai quegli alberi non ci sono più! Sulla carta erano dei tondi rossi ( più di 60) in una mappa dal titolo “Abbattimenti”, ma nella realtà sono un vuoto nel Parco e nel sentimento di affetto di tutti coloro che più di trent’anni fa misero anche dei propri risparmi per piantarli. E’ strano parlare in questi tempi di sentimenti di affetto per un albero, vero? Ma per molti ,e’ così!E non ci consola la promessa dei reinserimenti se i termini sono quelli che stiamo assistendo in altre parti della città.  Non ci dilunghiamo oltre nei particolari, ma solo vogliamo chiarire perché nel contesto di questo piccolo Parco e ripetiamo , in questo specifico contesto,  ci sembra inopportuna una pista ciclo pedonale che ha già fatto danni con l’abbattimento di alberi sani e ne farà ancora in termini di instabilità delle piante rimaste. Senza poi considerare la pericolosità degli attraversamenti a raso in via Diaz e la pericolosità per i bambini che usufruiranno dei giochi troppo vicini alla pista. Anche lei ha ricevuto la nostra mail con i dettagli delle nostre richieste e proposte e potrà se vuole approfondire meglio.
Veda lei se fra i tanti suoi impegni troverà un po’ di tempo per parlare  anche con noi. Come cittadini del quartiere e di Perugia, le saremmo grati”.
 

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